domenica 1 dicembre 2013

DURA LEX, SED LEX!





LA CUCCIA DEL CAPO





Finalmente posso scrivere qualcosa anch’io in questo blog!
E di cose da scrivere su questo branco di xxxxxxxxx ne ho davvero!
Sono ancora sorpreso di aver avuto questa possibilità, forse quei xxxxxx ricettacoli di pulci a quattro zampe non sono poi così xxxxxxx come sembrano!
Ma, per non urtare la loro suscettibilità (e avere un futuro come blogger) inizio con un tema soft.
DURA LEX, SED LEX!
Il terrore dei semirandagi di Monte Malbe non si chiama Pluto, Wolf, Argo o Dudù.
Ha un nome straniero, quasi alieno, di quelli che mettono paura al solo nominarli. Frontline, Effipro, Stronghold, Advantage sono solo alcuni esempi. 
E’ innegabile: i gatti odiano l’antipulci ancora più dei cani o degli stessi piccoli parassiti con i quali sembrano convivere naturalmente. Fino a quando la pulce o la zecca non decide di mostrare la sua pericolosità annientando le difese immunitarie dell’ospite.
Due sono le regole ferree ed intransigibili della Reggia e della Colonia: la sterilizzazione e la somministrazione quasi mensile di antipulci.
Dura lex, sed lex!
La sterilizzazione si fa una volta solo nella vita e quando il malcapitato comprende che è un qualcosa che lo riguarda strettamente è, ormai, troppo tardi per reagire.
L’antipulci è periodico, loro lo sanno, e ogni volta studiano delle adeguate contromisure per sfuggire a quella maledetta siringa appoggiata tra le scapole che spara l’immondo e viscido liquido. Non si può fare la bonifica delle pulci nella stessa giornata a tutti, telepaticamente quegli xxxxxxx si scambiano l’allarme e riesci a beccare solo i soliti mezzi ritardati o quelli ormai arresi alla ciclica tortura.
Meglio colpirne pochi alla volta, ma quelli giusti.
Allora, come ti vedono inforcare gli occhiali per controllare l’elenco delle vittime di turno diventano subito guardinghi e mangiano fissandoti attentamente. Come compare la prima siringa arretrano dal piatto col cibo. Ma riesci comunque a beccare uno dei predestinati, di solito quello più affamato o distratto. Allora ti rilassi, riponi l’arma scarica e continui a fare cose apparentemente innocue. Ma tra le pieghe della manica sbuca un’altra siringa con l’odiato liquido che spara sul secondo bersaglio utile. Fuggi-fuggi generale: hanno compreso che è in atto la carneficina e preferiscono il digiuno all’onta dell’oleosa marchiatura.
Ma è solo una questione di tempo. Lo so.
Prima o poi i morsi della fame prenderanno il sopravvento sulla diffidenza. Basta lasciarli soli qualche minuto, coi piatti colmi di paté e bocconcini, e torneranno spontaneamente sul luogo del delitto. E quando il pasto volge al termine, lo stomaco è satollo e i riflessi un poco appannati l’ultima siringa si appoggia sulla terza vittima decretando lo sfratto dei dannosi inquilini multizampe.
E’ fatta! Anche per oggi tre colpi, tre centri!

Tra quattro giorni un’altra sessione di caccia grossa…

Il Capocolonia insegna ai cuccioli come difendersi 
dalla somministrazione dell'antipulci



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