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lunedì 28 aprile 2025

CAT'S STORY - RENATINO

Era il marzo 2022, alla Colonia Nuova veniva ritrovato un trasportino aperto di dubbia provenienza ma sicuramente contenente un novello gatto abbandonato. Contemporaneamente si affacciava fuori dalla recinzione un giovane gatto, di età di poco inferiore all'anno, che osservava curioso le mosse del Capo e degli altri gatti residenti.

Fu rifocillato e subito battezzato RENATINO, in onore a Renato Vallanzasca protagonista di incredibili fughe dai vari carceri in cui era detenuto.

Il Capo se ne andò via contento dalla Colonia sapendo di non avere un nuovo abbandono in giro per Monte Malbe, sicuramente adulto, altrimenti non sarebbe stato capace di evadere dal trasportino.

Contento pure che l'evaso fosse, stranamente, rimasto in loco, fosse maschio e pure in parte socializzato.

Ma qualcosa nella mente non gli tornava: il gatto terrorizzato dalla cattura, prigionia, dall'abbandono in luogo sconosciuto e con altri gatti residenti, forse ostili, non si comporta così. Fugge, appena libero e, se si è fortunati appare di nuovo circa una settimana dopo, curioso di capire perché tanti altri gatti stiano là. Poi osserva ben nascosto le attività della Colonia, invisibile al Capo ma che ben sa che il nuovo arrivo sta là e osserva: i Gatti residenti glielo fanno capire con sguardi nel bosco. Solitamente se il nuovo arrivo è un maschio ancora intero (il 98% dei casi) se ne va per sempre, se fosse una femmina le probabilità che rimanga sono al 50%: le femmine pensano al futuro della sicura cucciolata che faranno e vedere che lì ci sta un umano che dispensa cibo è una risorsa valida.

Ma RENATINO è rimasto là, curioso e poco intimorito; questo è quello che conta! E il Capo può dormire sogni tranquilli: nessuna nuova sconosciuta femmina fertile in giro a sfornare gattini che diventeranno piccoli randagi asociali con sorelline che, se sopravviveranno, sforneranno a loro volta altri piccoli randagi.

Invece, la notte, il Capo non dorme un cazzo!

Si ricorda che almeno un paio di mesi prima aveva avvistato, controllato e sfamato uno sconosciuto gatto dall'altra parte delle mura del convento, anche lui non asociale anche se un poco timoroso.

Lo aveva classificato come un gatto padronale alle sue prime uscite esplorative e non pericoloso.

La mattina, insieme al caffè, si va a controllare quanto si teme: RENATINO è il gatto avvistato un paio di mesi prima fuori dal convento e dentro al trasportino c'era di sicuro un altro felino con sesso da determinare. Ergo: alla Colonia c'è un nuovo giovane gatto maschio intero, forse ancora in esplorazione della zona e probabile padronale, e uno/a sconosciuto/a gatto/a evaso/a dal trasportino con cui era stato/a abbandonato/a. Due nuovi gatti a zonzo per il Monte!

RENATINO si dimostra gatto intelligente e pratico: si aggrega subito alla Colonia e ne sfrutta le risorse, verrà poi castrato.

Dell'altro/a più nessuna notizia o avvistamento: probabilmente era un maschio più adulto e sicuramente intero.

Questa è la storia del nostro RENATINO che ora è parte integrante della Colonia Nuova.

Questo post è nato dal fatto che domenica ho portato in Colonia il vecchio trasportino per eventuali emergenze visto che quello ufficiale è rimasto dentro la Panda dal meccanico.

E' vecchio, brutto e pure sporco ma servirebbe solo a contenere gatti adulti moribondi o qualche nuova piccola cucciolata abbandonata: va benissimo per lo scopo!



Primo avvistamento di RENATINO dalla parte opposta della Colonia 


La sua comparsa in Colonia



Il trasportino incriminato,
il contenuto è fuggito dallo sportello divelto sopra la grata



RENATINO oggi

sabato 24 marzo 2018

LA LIBERAZIONE






    CAT'S STORY





Il 25 aprile è giorno di festa in tutta Italia, si festeggia la Liberazione dagli invasori tedeschi durante la seconda guerra mondiale.
Forse il 25 aprile qualcuno festeggia pure qualche altro tipo di liberazione; che so... dal coniuge (possibilmente per vie legali), da un lavoro sottopagato che lo opprime, dalla schiavitù del fumo o altro vizio...
Il 25 aprile 2012 qualcuno decise di festeggiare la liberazione dal proprio gatto sbattendolo in un cartone (di birra PERONI) direttamente dentro la Colonia Nuova.
Dai primi caldi giorni primaverili fino al tardo autunno la vista di un cartone dentro la Colonia può significare una cosa sola: l'abbandono dell'ennesima cucciolata indesiderata (e allora sterilizzatela 'sta cazzo di gatta!)
Con molta apprensione mi avvicinai alla scatola temendo di trovarmi davanti la cosa che più mi terrorizza, una cucciolata ancora bisognosa dell'allattamento.
Invece la scatola era vuota! Nessun segno di graffi o deiezioni, nemmeno un asciugamano sul fondo, una ciotola o ancora, una birra sigillata.
I piccoli erano fuggiti! Spaventati dal chiuso, dal viaggio, da un posto sconosciuto pieno di simili adulti, come e dove cercarli? Poi... era uno solo o una mezza dozzina?
Pressato dai randagioni affamati ho accantonato ogni velleità di ricerca e cominciato ad aprire scatolette. Tanto, anche se sono piccoli, mica sono coglioni! Capiscono che si mangia e almeno uno si fa coraggio e si presenta per ottenere un poco di cibo. Poi, magari, arrivano anche gli altri!
Alla quarta scatoletta scodellata sui vari piatti ne servo uno distrattamente a terra verso un gatto tigrato. Mentre sto preparando il piatto successivo realizzo che io, quel tigrato, mica lo conosco!
Mi volto e lo osservo attentamente; sta mangiando con la massima tranquillità e appena finita la razione alza il muso per chiederne un supplemento.
Un muso di gatto coglione mai visto in vita mia!
Elargisco l'altra dose e il mezzo ritardato riprende a mangiare con una naturalezza tale da far pensare che siano anni che vive là e che mi conosca.
Ecco descritto l'arrivo in Colonia di PERONI, manco ci ho sprecato un nome buono, oramai l'avevo etichettato come un diversamente intelligente.
E invece, negli anni, PERO (come oramai lo appello) si è dimostrato un gatto estremamente scaltro ed adattabile ad ogni situazione.
Per la serie: l'apparenza inganna!

A novembre 2012 PERONI è sbattuto di vedetta sugli alberi

A maggio 2013 è riuscito a scendere dall'albero

Per essere sbattuto di vedetta sul Solarium a febbraio 2014

Finalmente a dicembre 2015 può mangiare in pace!

Il suo gioco preferito: riportare il bastoncino lanciato - Giugno 2016

Ad agosto 2017 è troppo caldo per giocare!


mercoledì 1 febbraio 2017

UN RANDAGIO INDIPENDENTE





CAT'S STORY




Questo post è sicuramente inserito impropriamente nella rubrica CAT'S STORY, infatti il gatto di cui parlerò non fa parte né della Colonia né soggiorna alla Reggia ma pur sempre rimane a tutti gli effetti un Gatto di Monte Malbe.
Mi riferisco all'intruso comparso ieri pomeriggio in Colonia e ben cosciente di dove si trovassero le crocchette "buone".
Spulciando gli antichi manoscritti e il polveroso archivio fotografico ho confermato un piccolo dubbio che mi era sorto: quel randagio già lo conoscevo!
Dall'archivio fotografico sono spuntate fuori foto che testimoniano la sua comparsa in Colonia già da aprile 2016, non solo!

Prima visita documentata di CARLETTO alla Colonia
Aprile 2016

Le antiche pergamene su cui PALLUCCHINO trascrive la storia della Colonia da tramandare alle future generazioni narrano già di un primo avvistamento del micio in questione nel gennaio 2016, mentre vagava nel campo sotto al convento. 

Il mese successivo CARLETTO torna sul luogo del delitto
Maggio 2016

Aggiungiamoci poi un altro paio di visite e avvistamenti non documentati, ma di cui -incredibilmente- mi ricordo e viene fuori che il nostro amico pulcioso è un abitante della zona, ma escludo il suo status di gatto di famiglia.
La logica deduzione è che, CARLETTO (questo è il nome che gli ho affibbiato), è un randagio indipendente, non affiliato a nessuna colonia felina, come certi gattari che rifuggono dall'associazionismo esistente.
Come dargli torto!
CARLE'!, fatte vede' ogni tanto che un piatto di sbobba te la rimedio comunque!

CARLETTO ieri, alle prese con le FIT

lunedì 30 gennaio 2017

UVETTA Story

   



CAT'S STORY




Merita di essere raccontata la breve storia di UVETTA dalla sua comparsa alla Colonia di Piscille, sicuramente frutto di un abbandono, al suo esordio alla Colonia di Monte Malbe.


UVETTA appena comparsa alla Colonia di Piscille
17 novembre 2016

Recuperata il giorno successivo viene messa in stallo alla Reggia.


UVETTA in stallo alla Reggia
Dicembre 2016

Alcuni giorni dopo vengono recuperati poco lontano dalla Colonia di Monte Malbe i due cuccioli LEVANTE e PONENTE che raggiungono UVETTA nello stallo.


UVETTA con LEVANTE e PONENTE durante lo stallo alla Reggia
Dicembre 2016

I due nuovi arrivati sono il massimo dell'asocialità, quindi non adottabili e destinati per forza di cose alla vita di colonia. Anche UVETTA non è il massimo della socialità e seguendo l'esempio dei due nuovi amici rimane molto schiva e guardinga pur non riuscendo a legare con loro come spesso succede tra cuccioli che vivono insieme. Lo stallo si prolunga per le vaccinazioni e la profilassi necessarie, quindi arriva il grande freddo e il trasferimento è posticipato al ritorno di un clima più mite.
Ieri i tre piccoli asociali sono stati liberati in Colonia ed oggi UVETTA mi ha dato il benvenuto così:


UVETTA esplora il territorio alla Colonia di Monte Malbe
- Buongiorno Capo!

Gli altri due erano intanati ad una decina di metri dalla casetta ed hanno spiato con curiosità tutte le mie mosse, ma di farsi fotografare non se ne è parlato proprio!

lunedì 9 gennaio 2017

SCHIZZETTA





CAT'S STORY




Riprendo questa vecchia rubrica caduta incolpevolmente nel dimenticatoio per far raccontare ai colleghi pulciosi la storia dei singoli Gatti di Monte Malbe attualmente presenti dal loro arrivo o nascita alla Colonia (Vecchia o Nuova) e alla Reggia.
Inaugura il nuovo corso una micetta particolare, nell’aspetto e nella sua storia:

SCHIZZETTA
Quattro!
In un colpo solo!
Il Capo si rabbuiò ma non scaricò la solita vagonata di improperie, che nel caso sarebbero dovute essere quattro vagonate. Li soppesò attentamente e arrivò alla nostra stessa conclusione: una mamma, una figlia del parto precedente che la madre si era tenuta vicina (forse l’unica sopravvissuta) e due piccoli dell’ultimo parto, scriccioletti di un paio di mesi scarsi. Presumibilmente un maschietto tigrato, forse a pelo lungo, e una possibile femminuccia che assomigliava più a un topo che ad un gattino.
Una bella famigliola completa che non ha bisogno di stalli di sicurezza ma solo di cibo e di essere socializzata per i vaccini e le sterilizzazioni. Naturalmente dopo aver rassicurato la madre di aver portato i suoi pargoletti nel posto giusto.
Così fu per i primi giorni, puntuali e precisi all’appuntamento col pasto, molta diffidenza e la mamma che controllava attentamente ogni mossa del Capo, accettando il suo piatto solo dopo che i figli avevano mangiato e stavano alla giusta distanza di sicurezza.
Tra di noi era già scattato il toto-nomi per i nuovi arrivati, solo al simil topo non sapevamo darne uno adeguato. Ci pensò il Capo quando un pomeriggio fu l’unica a presentarsi al pasto quotidiano, e il pomeriggio successivo pure e così per sempre; abbandonata dalla famiglia e dalla madre snaturata.
- La stronza! – commentò il Capo – Ha trovato il pollo e gli ha lasciato lo scarto della cucciolata! Sembra la SCHIZZETTA del film American Graffiti!
In effetti tutti i torti non lo avevano, sia il Capo a lamentarsi, sia la madre a non portarsi dietro quella micetta non perfettamente riuscita preferendola lasciare in un posto dove la riteneva più al sicuro che nel suo pellegrinaggio.
Era settembre 2014, storia recente quindi, da allora SCHIZZETTA, così battezzata col rituale del primo antipulci, è stata vaccinata, sterilizzata ed è sempre presente al pasto, pur preferendo come domicilio qualche annesso del contadino che sta sotto la Colonia.

SCHIZZETTA alla Colonia Nuova
Novembre 2014

SCHIZZETTA in posa sensuale
Agosto 2016

martedì 10 novembre 2015

CAT'S STORY

                                            
                       



ETTORE





Come YARIS è figlio della voglia di un caffè del bar, PATATA di quella di patatine fritte della pizzeria, ETTORE è figlio di qualche trancio di pizza al taglio.
Correva il lontano 2003, eravamo ancora giovani, belli, ricchi e con pochi gatti alla Reggia. La Colonia, poi, neppure l’avevo scoperta, ancora…
Nel tardo pomeriggio del gelido 30 dicembre Micia decide che ha voglia di pizza al trancio per cena, pur non essendo incinta. Non avendo voglia di cucinare passa alla pizzeria al trancio di San Marco a rifornirsi di vettovaglie e torna a casa con un vassoio di pizze assortite e un gattino, microscopico, infreddolito, miagolante e zoppo che ha raccattato nel parcheggio, dopo averlo sfamato un poco con la mozzarella del condimento di uno dei miei tranci. Il piccolo è un simil-certosino alquanto spaventato dal suo primo viaggio in auto e come Micia lo prende in mano per mostrarmelo scappa via e si rifugia su un albero, malgrado l’evidente zoppia. Fungo da pompiere salvatore e torno poco dopo con il micio miagolante e il dorso della mano completamente sfettucciato.
- Poverino, si è perso! – il commento della consorte.
- E tu non avevi ancora fatto la buona azione quotidiana! – la mia replica.
Comunque, malgrado la bellezza del piccolo, l’enorme fame, la scoperta del termosifone che emana calore, mentre fuori sta parecchio sottozero, la piccola belva non si intenerisce né si socializza. Ne fanno le spese pure i veterinari quando lo sottopongono a radiografia e fasciatura della zampa posteriore destra per ripristinare la brutta frattura. Risultato: ETTORE, così ribattezzato, rimane zoppo e un paio di veterinari si guadagnano col proprio sangue il costo della prestazione.
Tappezzata tutta San Marco con manifesti e fotografie della belva, nella speranza di ritrovarle quel delinquente di proprietario (oggi farei il contrario: tappezzerei San Marco con la foto del delinquente) e non ricevendo alcun riscontro ETTORE diviene il quinto (o sesto o settimo) gatto presente alla Reggia.
Una vita, per sua fortuna incolore: nessun problema fisico (zampa a parte), solo una misteriosa scomparsa estiva, per scoprire poi che era rimasto chiuso in casa di vicini.
Col tempo si è socializzato con gli umani, poco con i suoi simili, conscio del fatto di non godere grossa popolarità tra i Gatti della Reggia ha rinunciato da tempo all’idea di diventare Capocomunità e si limita solo ad impartire severe lezioni ai piccoli che transitano incautamente a portata delle sue zampe.
Per il resto vive la sua vita tranquilla; entra in casa solo per mangiare, scacciando gli altri, e se ne va a dormire nel suo posto rimasto segreto a tutti. Qualcuno sussurra che dalla fuga estiva sia nata una losca tresca con la vicina.


ETTORE in meditazione

mercoledì 21 ottobre 2015

CAT'S STORY





ORESTE






Solo, brutto e asociale ORESTE è un cucciolo ‘donato’ alla Colonia Nuova con la solita tecnica dell’abbandono nel bosco il dicembre 2010.
Si adatta subito alla vita della comunità: il cibo e le comode cucce di polistirolo vincono la sua asocialità nei confronti dei colleghi ma non degli umani. Inavvicinabile, quindi intoccabile è stato un vero problema la sua sterilizzazione, tantochè il Capo, quasi quasi, è tentato di soprassedere. Ma in Colonia sono tutti sterilizzati, SAETTA compreso, quindi scatta l’orgoglio e la ‘tigna’ di voler sterilizzare anche il terribile grigio.
Missione compiuta col modico costo di un paio di falangi sfettucciate. Vi svelo un piccolo segreto: per il Capo la gabbia da cattura è uno strumento da principianti, da non addetti ai lavori, lui i gatti li acchiappa a mani nude e li schiaffa dentro al trasportino. Quando lo vedete con le dita fasciate e sanguinolente potete immaginare cosa sia successo.
Viene il terribile morbo della primavera del 2011, alcuni colleghi ci rimettono la pelle, ORESTE ne è investito in pieno e il Capo comprende le sue condizioni di moribondo quando riesce ad accarezzarlo dentro la cuccia. Lo acchiappa e lo porta dai veterinari che riescono nel miracolo. ORESTE è salvo, ma si porterà dietro, come gli altri pochi colleghi scampati alla morte, un raffreddore cronico che ancora gli fa seminare putridi liquidi in ogni posto.
Segue una vita da convalescente perenne alla Colonia. Sempre diffidente, sempre più asociale, sempre inguaribilmente affamato ma muto: mai un miagolio viene proferito dalla sua bocca.
Alla fine dell’inverno 2014 il Capo nota che il piccolo ORESTE, rimasto indietro di un paio di taglie rispetto ai suoi coetanei, è dimagrito in maniera preoccupante. Poi l’inappetenza: sintomo di estremo allarme e una diarrea tra le più tremende mai viste ed odorate a Monte Malbe.
ORESTE è ancora agonizzante col rosario tra le zampe e il Capo riesce ad acciuffarlo e trasportarlo di nuovo dai veterinari che quando lo vedono e lo associano alla belva che avevano già curato anni addietro fanno finta di chiudere per ferie.
Ma il Capo corrompe tutto lo staff e ORESTE torna nella stanza degli infetti a massacrare mani laureate in medicina veterinaria.
Lo restituiscono al Capo ancora in vita ma con una nuova diagnosi: problemi di assorbimento intestinale, per tutta la vita dovrà assumere un certo farmaco per uso umano. ORESTE viene quindi trasferito alla Reggia dove scopre i divani vicino al termosifone acceso, le sedie appoggiate al termosifone acceso, il termosifone acceso e il caldo del sole estivo rimandato dai pavimenti esterni. Incredibilmente da quel momento ORESTE scopre l’uso della parola con miagolii che sembrano ululati e vengono emessi  esclusivamente in piena notte.
Alla Reggia viene denominato con ben due soprannomi: ORESTE dei Miracoli e ORESTE il meteorologo, quando si appoggia al termosifone spento state sicuri che la temperatura calerà bruscamente!
A proposito, ORESTE ha pure un altro nomignolo, stavolta affibbiatogli dai veterinari:
Chiunque, ma mai più ORESTE!

ORESTE versione Avvoltoio alla Colonia Nuova - Giugno 2013

ORESTE versione Avvoltoio domestico alla Reggia - Marzo 2014

                         



sabato 28 marzo 2015

CAT'S STORY




RUDY (da Foligno)


Sì! un altro omaggio dell’amica Mina nel periodo degli scambi cultural-felini.
- Ho un bel micio bianco-nero a pelo lungo, bellissimo, non troppo socievole (quindi non adottabile), già vaccinato e sterilizzato da piazzarti. Non posso rimetterlo nella colonia, deve vivere in ambiente protetto, ma non è FIV-FELV positivo.
Dove sta la fregatura allora? mi sono domandato mentre RUDY sbarcava alla Reggia e veniva subito malmenato dagli altri inquilini.
- Non so cosa abbia di preciso – ha spiegato Mina –Il fatto sta che con gli altri gatti non va d’accordo, lo picchiano e lo allontanano tutti, pure i fratelli durante la crescita lo cacciavano.
L’ho tenuto in casa per un breve periodo ma lo vedevo scalpitare per uscire a conoscere questo nuovo mondo. L’ho liberato e ha scoperto che il nuovo mondo tanto differente dal vecchio poi non era.
I gatti di fuori lo cacciavano via sistematicamente, tutti nessuno escluso.
Ha cominciato così la sua vita da nomade nelle lande di Monte Malbe. Lo avvisto continuamente anche a qualche chilometro di distanza dalla Reggia, lui vaga… è la sua vita. Ma quando lo chiamo per i pasti urlando a squarciagola – RUDIIIIII!  BELLONEEEE! VIENI! -  arriva dopo pochi minuti, consuma la sua porzione abbondante di Whiskas (mangia solo quello) in disparte, poi se ne torna ai suoi pellegrinaggi.
E’ bellissimo e, se si facesse spazzolare e curare un poco, lo sarebbe ancora di più. Ma lui evita qualsiasi tipo di contatto, solo una fugace carezza sulla splendida coda.
Ha un’altra particolarità, curiosa. A Foligno lo chiamavano Miki ma visto che di MIKI (e pure questo da Foligno) ne ho già uno il Bellone è stato ribattezzato RUDY, in onore a Rodolfo Valentino. Per la prima volta la scelta del nome non è stata di mio appannaggio, ma di mia moglie.

Qualche concessione, in casa, bisogna pur farla…

RUDY in posa alla Reggia in un raro momento di relax

domenica 8 febbraio 2015

CAT'S STORY






ONCIA e DRACMA




Addizioni e sottrazioni: potrebbe essere il titolo giusto per questo pezzo.
DRACMA e ONCIA furono abbandonate alla Colonia Nuova nel maggio 2011 insieme al fratellino ZECCHINO e alla sorellina MARENGO. Avevano circa sei, sette settimane; troppo piccoli per i rischi dei predatori di Monte Malbe. Arrivarono così subito alla Reggia e vennero sistemate nel garage, in una comoda cuccia già occupata dalla CICI e dai suoi due pargoletti, GIANO e PIASTRA (indovinate che filone aveva scelto quel periodo il Capo per i nomi dei nuovi arrivi!), di poco più piccoli ed ancora lattanti. CICI accolse senza entusiasmo né proteste i nuovi inquilini che si accorsero subito di una mamma con del latte disponibile. Finì che CICI da due gattini, si ritrovò ad allattarne sei. Era stravolta e girava per la Reggia sempre con un piccolo attaccato alle mammelle. Fortuna aveva IRIDE come tata che la aiutava a gestire tutta al nidiata. I sei crebbero tutti insieme e, incredibilmente, si legarono più alla CICI i quattro immigrati che i figli naturali.
Poi, nel novembre 2011 arrivò il Grande Morbo. Prima alla Colonia, poi alla Reggia; sicuramente il Capo venne utilizzato come vettore inconsapevole. Fece una strage, sia su, nel bosco di castagni della Colonia, che giù, in quello di lecci della Reggia. ZECCHINO e MARENGO non ce la fecero a sopravvivere. Anche DRACMA si ammalò, ma riuscì a salvarsi tenendosi come ricordo dell’avventura dei problemi respiratori che tutt’ora si manifestano.
Ora ONCIA e DRACMA vivono tranquille nel garage della Reggia, ONCIA sempre appiccicata alla madre adottiva, DRACMA appiccicata alla caldaia accesa.
Sono due ombre, silenziose e poco visibili, ad esclusione dell’ora dei pasti.
L’unica loro curiosità è quella di esplorare le stanze della Reggia, cosa che riesce loro d’estate quando il finestrone della terrazza viene lasciato aperto, ma solo una piccola esplorazione, poi si torna ai piani bassi.

DRACMA

ONCIA

lunedì 15 dicembre 2014

CAT'S STORY







PERICLE





Il buon vecchio PERICLE, abbandonato già anziano alla Colonia Nuova a fine giugno 2011 dove ha passato 8 mesi da incubo, deve il suo nome alla passione letteraria del Capo che aspettava da mesi il gatto giusto per quel nome così da omaggiare il romanzo ‘Canale Mussolini’ che gli era piaciuto assai.
Un gatto solitario e schivo ma estremamente sociale con il Capo, sintomo di una vita precedentemente vissuta tra le mura domestiche senza altra presenza animale.
Il Capo aveva notato il suo disagio e la quasi incompatibilità con la vita della Colonia ma, come fa spesso in questi casi, preferì temporeggiare sperando che il tempo aggiustasse tutto.
Il tempo, invece, non aggiustò una sega anzi, coi primi freddi PERICLE buscò un raffreddore micidiale che gli impediva pure di mangiare. Fu ricoverato e curato poi, inspiegabilmente, reimmesso  in Colonia dove beccò nuovamente un altro raffreddore.
Stavolta fece la convalescenza alla Reggia per tornare, ancora, alla Colonia.
Ma era destino che lui in Colonia non ci restasse.
In occasione della sanguinaria incursione canina del febbraio 2012 sparì.
Dopo dieci giorni di assenza il Capo si era rassegnato alla sua perdita, anche se il cadavere non era stato trovato, a differenza degli altri assenti.
Il pomeriggio del 21 febbraio invece era lì, sul sentiero che scende alla casetta ad aspettare il pasto, ancora timoroso ed impaurito.
Il Capo l’ha rifocillato ed ingabbiato per la sua nuova destinazione: la Reggia.
Per lungo tempo ha diviso lo spazio della scrivania del nostro umano con le scartoffie, il posacenere e il computer. Scendeva solo per mangiare e fare i bisognini.
Poi i sintomi di vecchiaia avanzata hanno cominciato a manifestarsi. E’ sempre più strano, sempre solitario e ora vive nella cucina del pianoterra, sdraiato sotto al termosifone, dopo un ‘estate passata perennemente sotto una yucca.
E’ dimagrito, ma famelico, ruba quello che riesce a trovare di commestibile e ha qualche problema alle orecchie; ma è in lista di attesa per la visita veterinaria.
Ma non diteglielo, odia i veterinari!

PERICLE alla Colonia - Gennaio 2012

PERICLE alla Reggia - Giugno 2014



sabato 1 novembre 2014

CAT'S STORY






SERPOTTO






‘venuto dal sole o da spiagge gelate…’

Scomodando Fabrizio De Andrè questa è la sintesi dello sbarco alla Reggia di SERPOTTO.
Non so con precisione quando sia arrivato, neppure quando abbia deciso di domiciliarsi qua.
Sembra quasi che SERPOTTO sia stato sempre alla Reggia.
Ma non era un gatto della Reggia, sicuramente un gatto di proprietà: chissà di chi, visto che nessuno è venuto a reclamarlo.
Le prime fugaci apparizioni furono nell’inverno 2007, faceva parte della famigerata gang de I PROCI, un terzetto di gattoni interi che bazzicavano la Reggia attratti irresistibilmente dagli aromi ormonali della sterilizzata ROSINA (di casa). Era un assedio continuo con un codazzo di gatti che seguivano la povera disgraziata.
ROSINA (di casa) davanti, dietro e ai due lati i componenti della gang, SERPOTTO, PECETTA e SILVIOTTO e, dietro ancora, gli altri gatti incuriositi da quegli incomprensibili rituali.
Naturalmente, già che c’erano, I PROCI usufruivano del servizio mensa gratuito per ritemprare le forze e non perdere la posizione faticosamente conquistata.
SERPOTTO era il più sfacciato, con me e con ROSINA, gli altri un poco più timidi (solo con me).
E’ finita come doveva finire: quattro o cinque stagioni degli amori, tutti insieme appassionatamente, poi in ROSINA è avvenuto il miracolo, o meglio: è stata sostituita da PIASTRA, altra disgraziata con il medesimo problema.
SERPOTTO, da buon avvocato, ha valutato attentamente la situazione e ha deciso di trasferirsi con armi e bagagli (studio compreso) alla Reggia, salutando la sua precedente famiglia.
Che dovevo fare?
Ho aspettato un anno abbondante sperando in un suo ripensamento, che non c’è stato, poi sono passato alle maniere forti: qua funziona così, o accetti o te ne vai. E’ stato sterilizzato e le sue attenzioni hanno cambiato bersaglio: il sottoscritto.
L’ho sempre tra i piedi e, se mi dimentico di fargli una carezza o una coccola, rischio col finire di portarmelo a letto.
Ora SERPOTTO è un gatto integrato, con la cittadinanza della Reggia, e sta dimostrando di avere la stoffa per sostituire come Capocomunità il vecchio e stanco CANNIBALE (anche se lui non è affatto d’accordo).
Un piccolo aneddoto per chiudere. Nel periodo di transizione della permanenza alla Reggia da gatto intero, SERPOTTO veniva sistematicamente marcato a vista da CANNIBALE e accompagnato fuori dal cancello.
Senza baruffe o strilli. CANNIBALE lo vedeva, smetteva di fare quello che stava facendo e gli si avvicinava.
SERPOTTO capiva subito l’antifona e, seguendo il percorso più lungo possibile, si dirigeva a passo di lumaca verso il cancello. Lo superava e, fino a quando non scompariva nell’uliveto di fronte CANNIBALE rimaneva fermo davanti al confine di casa.
Inutile dire che dopo dieci minuti SERPOTTO era di nuovo a spasso per la Reggia.

I PROCI (SERPOTTO-PECETTA-SILVIOTTO)
insidiano l'indifesa ROSINA (di Casa)
Reggia - Marzo 2008
SERPOTTO si gode il sole della Reggia
- Marzo 2014 -

sabato 20 settembre 2014

CAT'S STORY





PIPU






20 maggio 2012, domenica.
C’è la consueta Messa pomeridiana alla chiesa del convento e il solito gattaro si appresta a riempire la tanica dell’acqua alla fontanella per i randagioni della Colonia.
Mentre aspetta lancia l’abituale richiamo per gattini piccoli; vuole controllare se ce ne fosse qualcuno abbandonato di fresco.
Solitamente al richiamo rispondono ghiandaie, merli, INTREPIDO e anche cani di piccola taglia, ma stavolta la risposta è quella temuta: specie animale, razza felina, età poche, molte poche settimane.
Lo individua subito, è dentro al locale con le grate sopra ai dormitori della Colonia Vecchia, ma non è visibile.
Il nostro gattaro è attrezzato all’evenienza con piccolo specchio che infila tra le grate e scandaglia ogni remoto angolo come il sonar di un sommergibile.
Lo vede: piccolo, piccolissimo, bianco e nero. Strilla come un’aquila.
Cerca di raggiungerlo con la mano ma non ci riesce. La sua preoccupazione è doversi abbassare a chiedere ai frati di farlo entrare nel convento e aprirgli la porta del locale.
Il piccolo è sveglio, però. Si attacca al mignolo e comincia a succhiarlo. Qualche contorcimento e due dita della mano del gattaro lo afferrano per la testa e lo tirano fuori da quella prigione.
“Cazzo! E’ tutta testa!” il commento irriverente del salvatore che sta già pensando di battezzarlo TUTTATESTA.
Ma la provvidenza ci mette una pezza e l’ipotesi è scartata.
“PIPU!” l’esclamazione del gattaro “Ti chiamerò PIPU!”
“Veramente preferirei TUTTATESTA” la replica del piccolo bianco e nero.
E PIPU fu.
Fu allattato amorevolmente dal gattaro (col biberon, eh!), poi svezzato.
Alla quarta polo che gli aveva distrutto ciucciandogli il colletto PIPU fu estromesso dalla Reggia e relegato nel garage con la truppa.
Il trauma non venne mai superato.
Ancora oggi PIPU passa le giornate davanti al finestrone della vicina (quella di TEMPESTINA) ad elemosinare una ciotola di Sheba. Poi torna davanti al finestrone della Reggia ad elemosinare una ciotola di Gourmet Gold (qualsiasi gusto va bene). Infine torna nel garage della truppa ad elemosinare una ciotola di Whiskas (possibilmente pesce).
E’ diventato quadrato a forza di elemosinare e ricevere ma ancora nutre un profondo affetto per il gattaro salvatore. Ogni volta che lo chiama urlando nel bosco lui comincia a miagolare come un antifurto impazzito e corre dal suo umano, sperando che lo chiami per elargirgli una ciotola di pollo arrosto a tocchetti.

PIPU con l'espressione contrita da perfetto questuante

giovedì 14 agosto 2014

CAT'S STORY





MIKI (da Foligno)






MIKI si è offeso: dice che non parlo mai di lui perché è troppo vivace, quasi dispettoso. Non a caso è considerato il Discolo della Reggia.
MIKI è un Gatto di Monte Malbe per caso, frutto della restituzione di svariati favori avuti da un’amica animalista di Foligno.
Lo vidi inizialmente la prima domenica di agosto del 2011 al mercatino di Pissignano. Era dentro una gabbia, insieme ad un altro gattino più piccolo, allo stand della mia amica in attesa di un’improbabile adozione. Era stremato dal caldo e respirava a fatica, anche perché aveva problemi respiratori conseguenti alla sua tribolata infanzia.
Era stato raccolto dentro un cassonetto della spazzatura a Foligno, morente, con vermi e mosche che avevano cominciato a spolparlo. Ma la pazienza e la perizia del gruppo di fanciulle animaliste di Foligno e le cure del veterinario l’avevano rimesso (quasi) in carreggiata.
Era seguita una lunga degenza in stallo e quella domenica era il suo esordio pubblico alla ricerca di una famiglia tutta per lui.
Ma l’altro micetto, più piccolo, più bello e più sano aveva vinto la competizione aggiudicandosi l’unica persona disposta ad un’adozione.
MIKI era rimasto solo nella gabbietta, accaldato e ansimante.
‘Quello a domani non ci arriva’ fu in sintesi il mio pensiero mentre salutavo l’amica e proseguivo il tour tra le bancarelle.
Il mese successivo, il piccolo lacrimoso (altro postumo della permanenza nel cassonetto) MIKI era ancora là, stavolta in compagnia di un terzetto di batuffolosi fratellini. Spiccava la sua mole, al confronto dei ben più giovani concorrenti all’adozione.
Perse ancora: i tre si involarono con i nuovi genitori e lui rimase, solo, dentro alla gabbia con lo sguardo perso e sfiduciato.
Poi la telefonata dell’amica: “ A Se’! Ho un problema con un cucciolo, non può rimanere più in stallo e non riesco ad affidarlo. Ha dei postumi di una malattia infantile e non posso immetterlo in Colonia, hai posto a casa?”
Considerando che all’amica avevo portato intere cucciolate abbandonate in Colonia e le aveva fatte felicemente adottare, non potevo negare la collaborazione.
Così, da Foligno, arrivò il cucciolo MIKI, sempre vissuto dentro un piccolo appartamento che si scatenò subito alla vista del giardino, del bosco e della libertà di giocare con altri gatti.
Insieme alla sterilizzazione risolse in parte il problema agli occhi ma, ancora oggi, MIKI sembra un gatto cinese ed è facile alle lacrime.
Ora è il Discolo della Reggia; sempre pronto a trascinare, anche i vecchi e gli infermi, nei suoi scellerati giochi e a punire gli umani per qualche rimprovero ricevuto con l’immancabile pisciata sulle scale, che è diventata la sua firma d’autore (come un pittore famoso).

MIKI Il Discolo della Reggia