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domenica 20 luglio 2014

TEMPO DI MISS 1a parte (La versione di PINELLA)





PINELLA'S SALOON





“Bella questa rivista! Me la prestate per portarla al Salone?”
“Prendila pure, tanto mia non è!” risponde la sempre disinteressata ATTILA.
“Neppure mia!” risponde LIRA.
“Fa un po’ vedere!” NENA, che comincia a sfogliarla.
“Accidenti! Che Spettacolo! Guardate qua questo costume!” fa alle altre colleghe.
“Bellissimo!” stavolta è EMILIA. “E questi sandalini col tacco?”
“Una meraviglia…” commento. “Allora, la posso prendere?”
“Non è mia!”
“Neppure mia.”
“E’ la prima volta che la vedo…” FRITTELLA “l’avrà forse richiesta CINQUINA per la sua biblioteca?”
“Ma se è in ferie!”
“L’avrà chiesta prima di partire! Guarda che borsa!!!”
“E questo vestitino corto?” OFELIA con gli occhi fuori dalle orbite.
“Già!” commento “Su queste modelle sta bene tutto, anche un sacco di juta! Prova ad indossarlo tu, con quel rotolino sulla pancia che ti ritrovi!”
“Beh, non è mica poi così perfetta! Guarda che brutte caviglie ha!”
“Veramente antiestetiche!”
“E il culo? Tutto collagene iniettato!”
“Ha pure gli occhi storti!”
“La modella così la potrei fare pure io!” esclama ATTILA.
“Sì! Con un sorcio in bocca!” ribatte CERES.
La rossa cacciatrice della Colonia se ne va impermalita, a caccia naturalmente.
“Insomma! Di chi è questa rivista?” domando spazientita, sono in ritardo e ho una cliente che aspetta un nuovo taglio estivo e dei colpi di sole.
“L’ha dimenticata il Capo insieme alle bollette dell’acqua e della luce”, risponde CREMINO. “Forse vuole che gliele paghiamo noi.”
“Allora la prendo!” la afferro e la infilo nella borsa.
“Però… che belle modelle!” commenta CREMINO.
“A, sì? Guarda che noi al confronto siamo delle Miss!” lo zittisce LIRA.
“Sì. Miss Colonia…” insiste lo squilibrato biancorosso.
“Ma stai zitto che te la fai con una vecchia di 8 anni!” L’ allusione alla ‘fidanzatina’ ALICE è pesante.
“Zitte voi! Che se fanno un concorso di Miss Colonia vince la quercia che è caduta vicino al cancello!”
“Un concorso? Miss?”
Vedo le altre colleghe illuminarsi il muso, drizzare i baffi e vibrare le code in segno interesse; estremo interesse.
“Perché non lo organizziamo un vero concorso di Miss Colonia?” domando a tutte.
“E la giuria?” domanda EMILIA. “La fanno quei quattro broccoli dei nostri maschi? Così fanno vincere sul serio quella zoccola di ALICE!”
“No, i nostri maschi no!”
“E chi?”
“E’ un problema…” mormoro. “Ma un’idea l’avrei!”

ATTILA in perenne agguato nel bosco

martedì 25 febbraio 2014

STALKING





PINELLA'S Saloon





E’ l’argomento unico di discussione nel mio salone di parrucchiera da qualche giorno.
Le voci, i pettegolezzi, le indiscrezioni si intrecciano tra una messa in piega e dei colpi di sole.
Lei è sulla bocca di tutte. Per qualcuna è l’eroina del riscatto delle gatte di Monte Malbe, per le invidiose è solo un pretesto per dar sfogo alle loro maldicenze.
Per l’Avvocato SERPOTTO è una causa da vincere.
Lei è la piccola GIGIA, la tenera, coccolosa, gioiosa gattina della Reggia.
Lui è MIKI, il Discolo della Reggia: il gatto che, col suo sguardo lacrimoso (alla Boldrini, per intenderci), riesce a coinvolgere anche il gatto più riottoso nei suoi folli giochi.
Ma non è come pensate!
L’Avvocato SERPOTTO ha riassunto in alcuni punti i capi di accusa.
1) La falsa cucciola, sfruttando la sua piccola taglia, barava spudoratamente sulla reale età anagrafica e arrivava al primo calore in maniera subdola, ingannando il Capo che credeva di poter aspettare ancora qualche settimana per procedere alla sua sterilizzazione.
2) Alla falsa piccola, scoperta in atteggiamenti inequivocabili, veniva giustamente revocato ogni tipo di  permesso per la  libera uscita e veniva, ancor più giustamente, relegata agli arresti domiciliari.
3) La falsa piccola trovava nell’ingenuo e indifeso MIKI il soggetto ideale per soddisfare le sue turpi voglie, senza considerare che il soggetto stesso era impossibilitato a soddisfarle in quanto, da tempo, sterilizzato.
4) Con la truffa e il raggiro l’imputata cercava, in tutte le maniere, di costringere il mio assistito all’atto sessuale, minacciandolo di distruggere i suoi giochi preferiti: paperella di gomma col fischietto in primis.
5) Il mio assistito, cedendo all'odioso ricatto, cercava di soddisfare, non riuscendoci, i desideri dell’imputata.
6) L’imputata, non soddisfatta dalla prestazione, continuava a ricattare il mio assistito minacciando ritorsioni di stile mafioso (incendio della cuccia).
7) L’imputata continuava per vari giorni a seguire ed importunare il mio assistito, costringendolo a chiedere asilo ai colleghi del garage.
Pertanto, trattandosi di lampante caso di stalking, chiedo a codesto Tribunale l’annullamento del ricorso contro gli arresti domiciliari presentato dall’imputata come misura cautelare per il mio assistito.
Chiedo inoltre la procedura di sterilizzazione d’urgenza dell’imputata da effettuarsi entro giorni 7 (sette) dalla presente richiesta.
Sembra che il Tribunale abbia accolto le richieste dell’Avvocato SERPOTTO, malgrado le rimostranze della delegazione di gatte femministe presente in aula e abbia ingiunto al Capo di attivarsi, con la massima solerzia, alla sterilizzazione dell’imputata.
Si reputa che stamattina la sentenza sia stata eseguita presso un non meglio specificato studio veterinario.
Sembra pure che, nella tarda mattinata, l’Avvocato SERPOTTO abbia presentato congruo avviso di parcella al suo assistito, il quale ha provveduto a citare il Capo per il mancato divertimento chiedendo allo stesso un risarcimento danni triplo rispetto alla parcella del suo avvocato.
Pare che il Capo, letta la citazione e l’ammontare del risarcimento richiestogli, abbia commentato: “Non credo che con questa cifra saresti capace di trovarti un nuovo alloggio… ”
Si racconta che la citazione sia stata ritirata dall’incauto MIKI.
Nel mio salone si racconta di tutto: soprattutto bugie e menzogne, anche se un fondo di verità c’è sempre.
Oggi GIGIA è stata sterilizzata e MIKI può tornare a scaldarsi vicino ai termosifoni della Reggia.

“Signora ROSINA ho pensato per lei un taglio che le starà benissimo! Si accomodi, prego!”


MIKI si da alla fuga

domenica 5 gennaio 2014

LA GATTA DELL'ANNO





LA GATTA DELL'ANNO





Originariamente questo doveva essere l’articolo che inaugurava la mia rubrica. Poi la comparsa in Colonia della fidanzata di CREMINO, ALICE (quella strega!), ha sconvolto il palinsesto.
Volevo iniziare con il tributo alla CICI.
Una gatta della Reggia, anche se le anziane raccontano che ha vissuto qualche settimana pure alla Colonia Vecchia.
La Mitica CICI (il nome vero sarebbe Cinesina): l’unica gatta che è riuscita a fregare il Capo partorendogli due micetti in una cuccia del garage-appartamento della Reggia infrangendo un tabù e rimarcando il fatto che i felini, soprattutto se di sesso femminile, sono più scaltri degli umani (soprattutto se di sesso maschile).
Colei che diventando madre a Monte Malbe ha riscattato i sogni di tutte noi, povere e infelici gatte barbaramente sterilizzate in nome del contenimento del randagismo felino.
La piccola CICI non è quello che si può definire una splendida gatta, il Capo stesso la apostrofò, subito dopo accortosi della duplice sorpresa a domicilio: “Piccola, storta, sorda e pure zoccola!”
In effetti la CICI ha avuto un’infanzia travagliata che l’ha segnata, fisicamente e psicologicamente.
Fu abbandonata, insieme ai fratellini RANOCCHIETTO e PANDA, in un campo vicino alla Colonia Vecchia.
Il Capo se li ritrovò un pomeriggio in mezzo alla strada mentre tornava a casa dopo la distribuzione del pasto ai randagi della Colonia alla fine di ottobre 2009.
Erano tre scriccioli denutriti, spaventati, asociali e pieni di pulci. Non solo: erano anche rachitici e beccarono subito un brutto virus che uccise PANDA e debilitò gli altri due.
Malgrado due mesi di cure in gabbia i superstiti non si ammorbidirono e tutt’ora rimangono gatti inafferrabili.
Viste le precarie condizioni di salute della CICI, a cui il morbo ha lasciato anche evidenti problemi respiratori, il Capo volle aspettare tempi migliori per sterilizzarla.
Quando una mattina sentì degli strani versi dentro una cuccia del garage e controllò pensando di trovare il solito topino catturato, e ormai agonizzante, rimase basito davanti alla vista di due microscopici esserini che succhiavano il latte dalla mamma CICI.
GIANO e PIASTRA, i piccoli, possono vantare il raro primato di essere gli unici gatti nati alla Reggia da una sua residente ufficiale, dalla sua costruzione ad oggi. Negli anni ’90 c’era stato un altro caso, ma si trattava del parto di una gatta randagia e selvatica.
La piccola CICI si trovò subito in difficoltà nella gestione dei pargoletti ma fu prontamente aiutata da IRIDE, una micia che ora non c’è più. Era diventata la loro seconda mamma.
Ma la CICI non merita il riconoscimento solo per questa epica impresa. Non ci crederete ma riuscì a fare di meglio e superarsi!
Tra i primi abbandoni alla Colonia Nuova, a maggio 2010, ci fu uno scatolone con quattro microbi pelosi.
Non si poteva lasciarli in Colonia e il Capo se li portò alla Reggia a fare compagnia agli altri due piccoli.
La prima cosa che fecero i nuovi arrivati fu di attaccarsi alle mammelle di “mamma” CICI per continuare a nutrirsi.
In sostanza la piccola, storta, sorda e asmatica CICI allattò e crebbe sei piccoli e, ancora oggi, mantiene un rapporto materno con una delle adottate, ONCIA.
A CICI e a tutte le gatte come lei va la massima ammirazione dei Gatti di Monte Malbe.

P.S. Il Capo ha poi provveduto a giustiziare l’apparato riproduttivo della nostra eroina.

CICI, in primo piano, con l'immancabile figlia adottiva ONCIA

venerdì 27 dicembre 2013

PINELLA'S SALOON





TOY BOY









Scusatemi, non dovevo iniziare la mia rubrica oggi e, soprattutto, con questo post.
Ma in Colonia è successa una cosa!!!
E la voglio raccontare io, prima che ci mettano becco quelle pettegole di EMILIA, LIRA, FRITTELLA e le altre.
Allora… ce ne stavamo in Colonia a pasteggiare con le scatolette che ci aveva aperto Umberto, l’aiutante in campo del Capo, un vecchietto che è bravo ma un po’…
Arriva anche il Capo e, ancora prima di salutarci, lancia delle rapide occhiate per controllare chi siano gli assenti: i soliti SAETTA e CREMINO.
Di SAETTA non si preoccupa; sa che lui viene quando vuole, puoi anche sgolarti per chiamarlo ma se ha deciso di non venire non viene.
Per CREMINO invece ci vuole l’invito ufficiale. Così il Capo comincia a chiamarlo ad alta voce (che sembra uno scemo) e a fischiare. Lui di solito risponde col suo inconfondibile miagolio da lontano, anche da molto lontano, poi si presenta.
Stavolta, malgrado le urla e i fischi che avevano fatto diventare paonazzo il Capo, nessun miagolio di risposta.
Il Capo ha desistito nell’impresa; aveva altre cose più importanti da fare. Tipo dar da mangiare alla solita decina di gatti di cui Umberto, sistematicamente, si dimentica e appoggiare altri piatti di bocconcini nei punti strategici per i mici timidi.
Ad un certo punto sentiamo l’inconfondibile miagolio di CREMINO, molto vicino alla Colonia e con un tono diverso: allegro, quasi gioioso.
Si presenta salendo dal sentiero in compagnia di una micia tutto fiero e sorridente.
“Ti sei fatto la fidanzata?” ha commentato subito il Capo. “Complimenti! La prossima sceglila meno vecchia!” ha proseguito col suo solito tatto.
Quaranta paia di occhi felini si sono piantati sulla “fidanzata” di CREMINO. Poi, quando hanno visto di chi trattava, molti sono scoppiati a ridere.
Era ALICE, sorella di INTREPIDO, adottata tanti anni fa dal vecchio priore del convento.
“’Sta zoccola!” ha mormorato PRIMULA. “Ci viene pure a rubare i gatti!”
Evito di riportare gli altri commenti femminili, sempre sul genere, e noto lo sguardo astioso di ARCHIMEDE, il Latin Lover della Colonia, verso i due piccioncini.
Dicono che anni fa anche ARCHIMEDE ebbe una storia con quella poco di buono.
Sì! E’ una poco di buono! Anche se il Capo l’ha fatta sterilizzare sta sempre a fare la scema con qualunque gatto maschio transiti per Monte Malbe. Voci di corridoio raccontano che con FLASH abbia una lunga e travagliata storia e che pure qualcuno della Reggia abbia perso la coda per lei.
Ma come si fa, dico io! Perdere tempo con una col manto sempre così appariscente e l’espressione da volgare battona da Autogrill!
Fortuna che ci ha messo una pezza il Capo.
Mentre CREMINO stava a fare lo stupido arrampicandosi sui tronchi dei pini precipitati dietro la nostra casetta lei si era piazzata vicino alla ciotola delle crocchette ed elargiva soffi e zampate poco amichevoli ad ogni gatta che osava avvicinarsi a mangiare. Quando ha rifilato una scoppola alla piccola BITTER il Capo ha preso in mano un piatto vuoto e le ci ha dato un sonoro ceffone.
“CREMINO!” ha urlato. “Riportatela via ‘sta maleducata di gatta!”
E, rivolgendosi ad ALICE: “Vatti a cercare un altro toy boy, bella! Smamma veloce e torna a battere nella tua baraccopoli (il convento)!”
Lei ha capito l’antifona e si è accomodata fuori dalla recinzione ad aspettare che il suo giovine fidanzato la accompagnasse a casa.
Ho visto la luce della soddisfazione negli occhi delle gatte della Colonia e profondi sguardi di ammirazione nei confronti del Capo.
Solo ARCHIMEDE era rimasto perplesso.
Mi si è avvicinato e bisbigliando in un orecchio ha chiesto:

“PINI, cos’è un toy boy?”


ALICE