venerdì 16 maggio 2014

CAT'S STORY

ARANCINO

Agosto 2013.
Invece si starmene in ferie, spaparanzato sotto l’ombrellone, sono al lavoro (si fa per dire) che comprende pure la visita bi-settimanale alla Colonia felina di Piscille, dove ho una decina di estimatori delle mie scatolette di umido.
Uno di questi è ARANCINO: un gatto adulto di 8-10 anni, bianco e rosso, che feci sterilizzare alla ASL due o tre anni fa.
Un gatto socievole con gli umani ma poco incline a vivere a stretto contatto con gli altri randagi.
E’ il classico solitario, arriva da solo, mangia da solo nella ciotola, chiede qualche coccola e poi se ne torna nel suo territorio.
E’ l’unico gatto che non bazzica il cimitero, la sua zona preferita è un uliveto poco distante.
Avvezzo alle assenze ho sempre pensato che fosse un gatto di proprietà, ma lasciato libero di girovagare poi, vedendo il suo formidabile appetito mi sono convinto che , forse, era un gatto di proprietà.
Morale della favola, in quel fine agosto di caldo torrido me lo vedo arrivare zoppicante e visibilmente dolorante alla zampa posteriore sinistra.
Riesco a palparlo per verificare un’eventuale frattura ma lui non collabora e rimango con qualche dubbio.
Alla mia visita successiva lui è sempre là, in attesa, e ancora claudicante.
Decido di attendere per fargli fare una visita veterinaria.
Il 2 settembre torno alla Colonia e lo trovo, stranamente, ancora là, più zoppo di prima e con lo sguardo che implora aiuto.
Lo carico nel trasportino e via!, visita veterinaria.
La palpazione non rileva fratture, la radiografia, invece, una incredibile displasia all’anca.
La mia solita domanda di routine: “Può tornare in Colonia?”
“Conciato così?” la veterinaria scandalizzata.
E così, invece di tornare a sud, verso Piscille, si va al nord: alla Reggia di Monte Malbe.
Naturalmente qualcuno ha già sparso la notizia di un nuovo arrivo e i Gatti della Reggia sono tutti sul piazzale per conoscere il nuovo sventurato e dargli un’annusatina.
Ma ARANCINO viene liberato in casa e fa ‘compensazione’ nella stanza da ricovero, stranamente libera.
Quando viene immesso nella comunità felina e scorge quella folla di colleghi zoppi, orbi o col collare elisabettiano  mi guarda come per dire: “Ma dove cazzo mi hai portato?”
Ma (come gli altri) segue la procedura di adattamento alla nuova situazione, di propria spontanea volontà.
Scopre i divani, i due pasti al giorno, le crocchette sempre a disposizione, coccole e la sicurezza delle mura domestiche: per venti giorni non mette il muso fuori casa (come gli altri).
Poi (come gli altri) si rompe le palle di dover dividere spazi, crocchette e, soprattutto, divano con i colleghi che vivono in casa.
Decide di avventurarsi all’esterno, convinto di trovare la solitudine o meno affollamento.
Errore!
Trova invece ad aspettarlo i soliti quattro gattoni di casa che non vedono l’ora di fargli capire brutalmente chi comanda là fuori.
Zuffe con YARIS, ETTORE, PAPERINO, SERPOTTO e PECETTA.
Però ARANCINO è uno tosto, fa valere i suoi diritti e mette in riga diversi prepotenti.
Ma rimane sempre il solito gatto di indole solitaria che preferisce il contatto umano a quello dei suoi simili.
Anche ora è un disadattato alla Reggia, comunque sopravvive egregiamente e, credo, che la sua displasia all’anca sia stata solo una scusa per togliersi dalle palle da Piscille.
Ora, mentre sto scrivendo, ce l’ho sulle gambe che russa e fa le fusa.

ARANCINO alla Reggia - Aprile 2014

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