sabato 18 novembre 2023

ANNUNCI & DEDICHE - Dalla Reggia alla Villa

 Ci abbiamo provato, si può dire, e non ci siamo riusciti, questo il risultato.

ECCOLA, dopo una settimana di peripezie e qualche preoccupazione, è tornata alla Villa, su da I Morti di Fame a continuare la sua esistenza.

Non ha fatto come la nota MEO/TRUTTRU' che recuperata sempre alla Villa, in quanto ritenuta gatta abbandonata o persa, alla prima occasione è tornata al suo luogo di origine; La Zita, 500 metri sopra alla Villa.

Con ECCOLA è stato più complicato: arrivata alla Reggia per toglierla dalla situazione del senzatetto con il cane rompicoglioni ha fatto 3 gioni in una camera, da sola per decomprimersi un poco e sentire gli odori degli altri gatti residenti. Gatti residenti che venivano accolti da ECCOLA con ringhi e soffi appena si mostravano, piccoli e grandi, senza distinzione. Era arrivata a ringhiare pure a me. Poi l'attimo di disattenzione: la porta della camera aperta insieme al finestrone ed ECCOLA se n'è andata, scomparendo. Ho subito pensato che sarebbe tornata da sola alla Villa, dista meno di 2 chilometri in linea d'aria dalla Reggia e non ci sono pericoli in quanto tutto bosco e campagna. Per una settimana l'ho cercata lassù, chiamandola continuamente, 2-3 volte al giorno, ma di ECCOLA nessuna traccia.

Sono pure passato a Tanella, a metà strada tra Reggia e Villa, ma la presenza dei cani di Patrick liberi non prometteva una sua presenza.

Allora ho ragionato da gatto; oramai qualche elementare dinamica felina la conosco. I gatti hanno tre riferimenti basilari nella loro vita: il territorio dove sono nati e cresciuti, o che hanno scelto, l'alimentatore umano, senza cui la sopravvivenza sarebbe alquanto difficile e il gruppo di gatti a cui appartengono, parenti o amici con cui sono cresciuti o aggregatisi. ECCOLA ora è una solitaria burbera, ma fino a poco tempo fa coabitava con una gruppo di gatti, tutti imparentati tra loro a cui si era unita dopo l'abbandono alla Villa. L'alimentatore riconosciuto sono oramai io e ho fatto forza su questo per darle questo riferimento certo chiamandola continuamente, anche in Colonia, che sta poco distante dalla Villa, a La Zita e alla Colonia della Scuola, poco sopra ma fuori dalla traiettoria del ritorno. Le mie conclusioni erano che ECCOLA era tornata su alla Villa, notevolmente incazzata con il sottoscritto e ignorasse i suoi richiami volutamente oppure fosse ancora nella zona della Reggia incapace di orientarsi (ci credo poco) o in attesa di chiarire la situazione e capire in che posto sovra abitato di sconosciuti gatti fosse capitata.

Buona la seconda! Ho ritrovato ECCOLA sopra una quercia del giardino, a 10 metri da casa, che mi chiamava ma non scendeva, assediata dagli altri gatti curiosi di conoscerla ed odorarla. Ho aspettato notte e con una ciotola di crocchette l'ho convinta, ingabbiata, e il giorno dopo riportata su alla Villa dove ha riconosciuto confusa il suo territorio e ripreso la sua vita. Ora gli accordi con un altro signore che la conosce e si è affiancato nella sua alimentazione sono che lui continuerà ad alimentarla mentre io subentrerò in caso di sua impossibilità e per verificare ogni tanto la situazione onde evitare di incontrare il senzatetto molesto e passare a vie di fatto poco civili.

E' la terza volta che un inserimento di gatto non mi riesce; la prima una gatto di una colonia cittadina vissuto per anni nella sua colonia e che una gattara incompetente lo aveva tolto da là per un'improbabile adozione.

Uno stallo sine die, durato fino a quando il gatto, TEO si chiamava, è riuscito ad uscire e dileguarsi: in quel caso non aveva riferimenti a portata di zampa, territorio, alimentatore e gatti della sua comunità. Non so che fine abbia fatto e la cosa mi ha urtato e dispiaciuto non poco ed ha rotto ogni tipo di collaborazione con gattare di cui non riconosco l'esperienza e la capacità. La seconda è stata una faccenda tutta mia; decisi di togliere la vecchia OFELIA dalla Colonia Nuova in quanto anziana e con qualche acciacco ma lei non accettò il trasferimento e dovetti riportarla alla base dove ancora campò egregiamente per un paio di anni. La terza, la storia di ECCOLA.

Sono giunto alla conclusione che un gatto va tolto dal suo territorio solo se molto provato dalla vita, o malato, nel caso in cui il rapporto con lui è più forte del rapporto di semplice alimentatore e quando le sue caratteristiche siano di facile convivenza con gatti a lui sconosciuti: come PERONI, per intenderci, o TARANTOLA o NONNI o PAGNOTTINA, PACCOLINO, ROSINA della Colonia, ARCHIMEDE, ZORRO, CERES, ARANCINO, La MELINA, JAZZ, ARCHIMEDE, BIGNE', MICIA, CHINOTTO, CLODOVEO, COCO, FIORINO, IRIDE, LIRA, MAGOO, MILLELIRE, NINNI, ORESTE, PERICLE, PIMPI, POLVERE, ROMEA, TOGO, TOPAZIO, UAIFAI e UGHETTO. Tanto per farvi vedere che la statistica depone per le azioni non avventate.

Vai ECCOLA, continua pure la tua vita alla Villa e scusa per la settimana burrascosa che ti ho fatto passare!



ECCOLA
"Capo, tra i riferimenti che hanno i gatti non ci hai messo la tua infangata, scolorita e puzzolente Panda!"


ECCOLA alla Reggia
"Mica dovrò vivere su un albero come una scimmia per tutto il resto della vita?"


"Mi ha riportato qua? Mica li capisco io questi gattari!"

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