venerdì 26 giugno 2015

IL SOLARIUM LETTERARIO





NULLA E' COME SEMBRA...
di Umberto dell'Eco (e l'ignoto gattaro)
16a puntata




- Ragazzi – dico loro – questo è un capitolo di estremo interesse per noi! Quindi via i popcorn e le patatine, smettete di dare i pittoli alle orecchie di BERETTA, ORFEO: basta con le tue rumorose flautolenze! Silenzio e ascoltate!
- Quando vuole BAIOCCO è un vero duro – sento commentare dal Capo e mi gonfio di orgoglio.

16)

La sera del giovedì sono in Via dell’Ulivo ad aspettare i due piccioncini innamorati. Alle 22,00 arrivano con la Opel Astra, parcheggiano dentro il giardinetto ed entrano in casa. A mezzanotte non c’è anima viva in giro.
Passo all’azione. Prendo tre sacchetti grigi per la spazzatura, riempiti con stracci, carta, pigne e dei cubetti di Diavolina. Scavalco silenziosamente la bassa recinzione del giardinetto e li piazzo sotto la Opel dopo aver dato fuoco a degli stracci imbevuti del liquido infiammabile per gli accendini Zippo. Me ne vado e in un minuto sono alla Range. La metto in moto e parto.
Mentre pranzo con Serena il telegiornale dell’Umbria passa la notizia dell’incendio dell’auto del frate. Pochi commenti, lo stretto indispensabile. La Polizia è sulle tracce dell’incendiario.
- Tutto qua? – commenta Serena - Pensavo lo giustiziassi a colpi di revolver.
- Così basta e avanza - le rispondo - Aspettiamo di leggere i commenti sui giornali locali di domani.
La sera sono di nuovo al ‘Sorbo Pub’ a ingozzarmi di birra e patatine e perdere la rituale sfida a scacchi con Eleonora. Non è vero che la faccio vincere, Eleonora gioca meglio di me. Mi lascia la solita cartellina con tutte le copie degli articoli che mi interessano trovate.
Stavolta le concedo una passeggiata per il corso di Perugia.
Eleonora è una gentildonna: quando passiamo per un vicoletto buio per tornare alle auto mi sbatte addosso a un muro e quasi mi violenta.
Non faccio troppa resistenza anzi partecipo pure attivamente, soprattutto quando scopro che al capezzolo destro ha un piercing.
Torno alla Range che sono in pieno stato confusionale.
La gentildonna ne approfitta ancora e ci scappa una pomiciata di quelle che ti ricordi per una vita e un pompino da manuale.
ho cominciato a pagarle il conto
Arrivato a Carpaneta non ho la forza di leggere le copie, mi addormento ancora vestito.
A colazione con Serena leggiamo gli articoli dei giornali locali sull’incendio doloso dell’auto del frate. Si fanno tutte le ipotesi possibili.
Si sconfina dagli anarco-insurrezionalisti a rigurgiti di anticlericalismo, da bravata di ragazzotti ad attentati di matrice islamica.
tra un po’ tireranno in ballo pure Al-Quaida
Poi una serie di interviste ai fedeli che conoscono il frate bastardo e a qualche pezzo grosso della Chiesa umbra. I complimenti e gli elogi al frate si sprecano.
- L’hai fatto diventare un eroe! - mi rimprovera Serena.
- Quello che voglio.  Hai qualche amica giornalista d’assalto? - le chiedo.
- Antonella - risponde con ovvio sorriso.
- D’assalto e intelligente… intendevo - replico con una punta di cattiveria - Dalle l’imbeccata. Dìgli di scriverci un articolo normale, neutro, con una sola domanda alla fine. Ma che ci faceva il frate con la badante 36enne ucraina della vecchia zia in quella casa di notte?
- Sei un bastardo! - dice Serena sorridendo.
- Vai! Ora tocca a te!
Finalmente riesco a leggere le copie sulla scoperta dei corpi dei soldati al monastero di Colle Corona e sul ritrovamento dell’aereo caduto sui Monti Aurunci.
I corpi dei soldati trovati a Colle Corona sono due, inglesi. Non ne viene riportato il nome in quanto l’ambasciata inglese a Roma reclama subito i resti che vengono consegnati.
Un giornalista chiede a un vecchio del posto se durante il passaggio del fronte ci siano state scaramucce tra tedeschi e alleati. Il vecchio dice di no.
L’aereo caduto sui Monti Aurunci è un C 47 sanitario inglese dato per disperso l’8 luglio 1944 durante un volo da Perugia a Napoli. Probabilmente è caduto durante un temporale sulla zona che limitava la visibilità. Portava 12 uomini a bordo, compreso l’equipaggio.
Tutto qua, rimango deluso.
sono al punto di partenza
Mi prendo un pomeriggio di riflessione, chiuso nel ‘mio’ appartamento di Carpaneta e col gioco dei post-it cerco di incastrare tutti i dati che ho.
A-    Trovo nel cunicolo del pozzo di casa di Migiana un solido di Onorio RM, il cadavere del soldato inglese William Betz, il cadavere del volontario di PP Davide (omicidio?) e il cadavere di Alex, il fidanzato di Serena (omicidio!). Più delle casse di legno tedesche della seconda guerra mondiale.
B-     Nel 1975, a Colle Corona, viene trovato un tondello d’oro e i cadaveri di due soldati inglesi.
C-    Nel 1944 il monastero di Colle Corona era un ospedale militare tedesco.
D-   Nel 2002 vengono trovati i resti di un aereo sanitario inglese caduto durante il volo Perugia-Napoli, con un solido di Onorio RM dentro.
E-    Vanessa, Alex e Davide trovano il tesoro nel cunicolo del pozzo di Migiana. Alex e Davide muoiono. Vanessa ha solo due solidi di Onorio RM che vuol svendere. Non ne conosce il reale valore.
F-     Davide muore verosimilmente il 2 dicembre 2009.
G-   Alex muore verosimilmente il 17-18 dicembre 2009.
H-   Prima della morte Alex fa periziare un solido di Onorio RM e un tondello ad Antemio.
I-       Il tesoro è in mano alla mafia.
J-       non mi piace la J… passiamo oltre
K-     meno che meno la K
L-     così va bene!  Gabriella e Vanessa si frequentano.
M-  Gabriella e Oleg si frequentavano.
N-   Alex e Serena si frequentavano.
O-   Vanessa frequentava sia Alex che Davide.
P-     Io abito con Serena e frequento sia Gabriella che Vanessa.
Q-   Come cazzo è finito nelle mani della mafia il tesoro?
Incrocio tutti i post-it in ogni direzione possibile. Non ne vengo a capo.
R-    Come ha fatto ha finire il tesoro nel pozzo di Migiana o il tondello a Colle Corona?
Mi mancano dei passaggi fondamentali.
Ma, soprattutto, perché la mafia ha il tesoro?
Sono tentato di mollare il tutto, far finta di nulla, farmi gli affari miei e vivere tranquillo per il resto della mia esistenza.
non era quello che volevo?
Ma… c’è sempre un ma a rovinarti la festa.
Ma se durante i lavori di consolidamento scoprono i tre cadaveri là dentro, ed è inevitabile, come la mettiamo?
Una telefonata alla Polizia o ai Carabinieri e tutto viene a galla.
 forse le monete no
Invece sì! Inevitabilmente interrogheranno Vanessa e Vanessa parlerà.
Le racconterà che mi ha dato le monete e da quelle risaliranno ad Antemio e al fatto che da tempo io mi sto interessando a quelle monete e che, addirittura, sono sceso nel cunicolo, ho scoperto i cadaveri e ho taciuto.
mi sono incastrato da solo
Mentalmente decido di non accettare la proposta di Serena e lasciar passare del tempo.
 perché?
Per vendere le tre monete che ho in mano e fuggire ancora nella Terra di Nessuno?
non va bene
Decido di prender tempo per scovare altri pezzi del puzzle.
Tanto ho un lavoro da terminare.
Il Tigre è puntuale e preciso. Mi consegna la Beretta col silenziatore montato. Lo pago e gli regalo il piastrino.
- Posso provarla? - chiedo.
- Certamente! - risponde.
Sparo due colpi ad una poltroncina. Il silenziatore funziona.
Tigre sbarra gli occhi.
- Ma… sei pazzo?
- Sì! 
Prendo un caffè con Vanessa, naturalmente veloce.
Vuole notizie sulle monete, anzi sui soldi ricavati dalle monete.
Le regalo una bugia. Il mio amico numismatico si sta interessando alla vendita, sicuramente si realizzerà più di mille Euro, ma ci vuole un po’ di tempo per spuntare un prezzo elevato.
Per alcune mattine mi alzo prestissimo e vado a fare delle passeggiate.
Dopo aver verificato le previsioni meteo decido per una passeggiata speciale per l’indomani mattina.
Alle 7,00 sono nel bosco sopra al convento del frate bastardo, in tuta e scarpe da trekking.
Alle 7,25 sono seduto sopra una grossa pietra ai margini di un sentiero e vedo il frate che sta camminando nella mia direzione.
- Hola amigo! - gli faccio sorridente.
Mi guarda perplesso e risponde con un cenno della mano mentre continua a camminare per la sua strada.
- Dejalo ir Irina! Hijo de puta!
Estraggo la Beretta e gli piazzo un colpo alla rotula destra.
Il frate cade a terra come una pera matura lanciando un grido.
La seconda pallottola centra la rotula sinistra.
Il frate si dibatte a terra tra grida e imprecazioni soffocate.
- Se te veo con Irina ‘ll matar! - dico duro puntandogli la pistola tra gli occhi.
Sviene.
ecco quello che succede a sbagliare mestiere, testadicazzo
Me ne torno alla Range, nascosta dall’altra parte della collina, e dirigo verso Carpaneta.
Vado a farmi una meritata doccia e, con l’occasione, mi taglio la barba e lascio un pizzetto che mi nasconde la cicatrice sopra al labbro superiore destro.

BERETTA cerca di sfuggire ai pittoli dei colleghi alle sue orecchie

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