mercoledì 4 giugno 2014

STORIA DELLA COLONIA






SAETTA E GENNARO







Ogni pomeriggio SILVESTRINA porta i suoi piccoli al pasto quotidiano aspettando sempre che il Capo se ne vada (o faccia finta di andarsene) per farli mangiare. E’ il Capo a rompere per primo gli indugi, preoccupato dalla concreta possibilità di trovarsi altri due inavvicinabili randagi a spasso per la Colonia. Finge di andarsene e torna sui suoi passi per far capire alla gatta bianca e nera che è al corrente di tutto e accetta di nutrire i suoi micetti.
Dicendole: “SILVESTRINA! Ma sono bellissimi!” scatena il panico nel terzetto che fugge a nascondersi tra rovi e cespugli. E’ tutto calcolato; il Capo prepara un piattino con un omogeneizzato sporcato con poco paté e lo appoggia vicino alle crocchette destinate a loro. Poi, in maniera discreta, monta di guardia per impedire che BOMBONA e ROSINA facciano piazza pulita del nuovo cibo.
Pochi minuti e SILVESTRINA si riaffaccia, controlla, vede il Capo a distanza di sicurezza, assaggia incuriosita la nuova pietanza mentre il nostro umano mormora: “Non è per te… ”
Le due piccole pesti arrivano senza il consenso materno e si buttano sul piattino a divorare quel dono prezioso.
Per diversi giorni quella zona del muretto viene apparecchiata con crocchette baby, senior, omogeneizzato e paté di qualità superiore per SILVESTRINA. Il Capo controlla attentamente che nessuno di noi ci intinga il muso: un vero supplizio di Tantalo.
Poi, pian piano, le crocchette e i piattini vengono spostati verso il giardinetto. La tattica del Capo è palese: vuole avvicinare i gattini alla Colonia e, conseguentemente, anche la mamma per tranquillizzarla e procedere poi alla sua sterilizzazione.
“Non possiamo lasciare una simile bomba innescata” mi illumina “altrimenti tra qualche mese ne porta su altri tre o quattro.”
E’ una partita a scacchi. Poche, ma decisiva mosse del Capo, e i cuccioli si stabiliscono in Colonia. Anche SILVESTRINA decide di continuare a frequentarla all’ora della pappa; non è affetto materno, ma la consapevolezza di avere un buon pasto ogni giorno, senza fatica.
Quando, infine, ha deciso di fidarsi del nostro umano viene ingabbiata e portata a sterilizzare.
SAETTA e GENNARO, così battezzati, non soffrono la temporanea mancanza della madre, praticamente neppure se ne accorgono impegnati come sono a scoprire un nuovo mondo popolato di loro simili più grandi, di tanti animaletti da cacciare, di giochi che il Capo gli mette a disposizione e delle comode cucce dentro un locale umido ma sicuro.
Dopo la degenza SILVESTRINA viene di nuovo liberata in Colonia e scappa via disertando i pasti per alcuni giorni.
“Normale reazione” dice il Capo ai due nuovi ospiti “Non vi preoccupate: tra qualche giorno tornerà qua.”
SILVESTRINA torna dopo una settimana e comincia a passare le sue giornate in Colonia ignorando del tutto i suoi pargoletti che crescono a vista d’occhio e, come si immaginava, sono inavvicinabili dal Capo.

GENNARO alla Colonia Vecchia - Luglio 2007

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