sabato 26 aprile 2014

NO - @





DIARIO DI BORDO





Erano diventate peggio di una pestilenza, di un cancro al quieto vivere della cittadinanza, un'offesa allo sguardo abituato alle dolci colline e ai verdi boschi e un insulto all'intelligenza umana, animale ed artificiale.
Non si sa cosa le abbia generate: un anomalo big-bang o la crudele fantasia di un ingegnere nazista scampato alla caccia di Simon Wiesenthal.
Si sa solo che nacquero, quasi inosservate, come invisibili, proliferando poi come lumache dopo una giornata di pioggia.
Qualcuno ne addusse origini aliene, come i crop-circles, poi la verità venne tristemente a galla.
Queste le controverse origini delle rotatorie a Perugia e dintorni.
Al grido: "Ce lo chiede l'Europa!" la giunta comunale perugina aveva deliberato la creazione di un dedalo di rotatorie stradali che avevano stravolto l'antica, ma pur sempre valida, viabilità etrusca.
Vie regali e strade maestre erano diventate un labirinto di complicate giravolte con la Polizia Municipale che si era dovuta attrezzare adeguatamente per soccorrere gli incauti automobilisti che le attraversavano e continuavano, per ore, a girare in tondo non trovando una via d'uscita logica.
In diversi casi la troupe del programma televisivo "Chi l'ha visto" aveva rintracciato alla rotatoria di Ponte San Giovanni e a quella di Madonna Alta persone scomparse da anni e ancora cercate dai familiari o ricercate dai Carabinieri.
E all'ormai lugubre grido di battaglia "Ce lo chiede l'Europa!" anche la Fontana Maggiore, monumento simbolo della città, era stata degradata a rotatoria pedonale, per via della chiusura del traffico al centro cittadino.
Sorgevano di notte, striscianti e silenziose, e di mattino al risveglio, quando aprivi le imposte, ti accorgevi che il panorama dalla tua finestra era cambiato.
Dal centro cittadino alla prima, poi seconda, infine terza periferia il morbo aveva attecchito ovunque, riproducendosi selvaggiamente nelle frequenti elezioni comunali, provinciali, regionali, politiche ed europee.
E sempre al grido "Ce lo chiede l'Europa!" ora le rotatorie minacciavano Monte Malbe, già stretta d'assedio su tutti i lati.
"Come sarebbe: Ci devono fare una rotatoria perché ce lo chiede l'Europa?" domandò accigliato il Capo al geometra comunale mentre stava prendendo le misure nel bosco della nostra casetta.
"E' così! L'Europa vuole snellire e globalizzare tutte le consuetudini dei loro cittadini e le rotatorie sono lo strumento ideale per facilitare il dialogo e creare un saldo legame tra i popoli" aveva risposto l'Assessore incaricato.
"Detta così sembrerebbe una forma di colonizzazione" obiettò il Capo.
"Poi ci stanno i contributi europei... " aggiunse il politicante.
"Ahh... capito! E ciò vi autorizzerebbe a fare una rotatoria in mezzo al bosco e perdipiù in salita? Una rotatoria per chi? Cinghiali e istrici?"
"C'è poco da discutere!" tagliò corto lo scrivano "Questa è la delibera del Comune di Perugia!" porgendogliela.
La sera stessa riunione straordinaria di tutti gli esseri viventi minacciati dall'Europa nella sacrestia della chiesa del Convento di Monte Malbe.
E sì!
Anche i frati erano sotto scacco e dovevano vedere abbattuto il loro nuovo, inutile (e pacchiano) cancello. Il contadino, invece avrebbe perso la sua troscia personale per far abbeverare il bestiame.
Noi... la casetta di legno e la Colonia tutta intera.
"Dobbiamo creare un movimento d'opinione per avere la cittadinanza dalla nostra parte" aveva proposto il Capo "Qualcosa come i NO-TAV. Ci chiameremo NO-@."
"@?" domandarono perplessi il Priore e il contadino.
"Certo, @! Sono quello che sembrano vedendole dall'alto!"
La proposta del movimento d'opinione e della @ fu approvata all'unanimità, anche se molti ignoravano cosa fosse quel cazzo di simboletto."
"Ricordatevi!" proclamò il Capo "Siamo un movimento d'opinione, non violento, che reclama solo che vengano ascoltati i propri diritti."
"Fino a quando non ci fanno incazzare... " aggiunse il contadino mostrando la sua inseparabile doppietta e istigando la sua microcagnetta Lilla a ringhiare.
"Questa rotatoria non s'ha da fare!" fece il Priore, infervorato, brandendo l'aspersorio a mò di manganello.
"E sia!" confermò il Capo sfoggiando il suo manico di piccone opportunamente sagomato per difesa e offesa personale.
E venne il grande giorno.
Una lunga teoria di ruspe, camion, macchine asfaltatrici e betoniere si presentarono all'imbrunire al piazzale sterrato del convento.
Mentre le forze dell'ordine si dispiegavano per militarizzare la collina e gli elicotteri della Polizia sorvolavano la zona cominciarono le ultime, definitive trattative.
PALLUCCHINO porse all'avvocato SERPOTTO un pesante e antico tomo e una relazione scritta da lui.
SERPOTTO ne controllò l'autenticità e depose il tutto nelle mani del Sindaco.
"Ora andatevene!" intimò al primo cittadino "Altrimenti ogni vostra azione sarà intesa come atto di belligeranza verso il nuovo Libero Stato di Monte Malbe e saremmo costretti all'utilizzo della forza e a richiedere sanzioni nei vostri confronti all'ONU."
Gli esperti storici esaminarono i documenti e il libro e fecero un cenno di assenso al Sindaco.
Avevamo ragione noi.
In piena epoca comunale Monte Malbe era stata più volte contesa, anche con le armi, tra Perugia e Corciano che poi se la spartirono secondo un poco chiaro accordo, ma lasciando una piccola collina come zona franca; una specie di Terra di Nessuno che, ora, con le leggi dello Stato Italiano poteva essere rivendicata, per usucapione, dagli abitanti della zona interessata.
Nasceva così il Libero Stato di Monte Malbe, popolato da frati, contadini, cinghiali, istrici e felini. Il Capo ottenne di non aderire all'Europa, il contadino di poter disboscare una macchia per la quale mai gli avevano dato il permesso, i frati di ripristinare la moneta dei loro bei vecchi tempi.
Tornavano così in auge Baiocchi, Quattrini, Piastre, Madonnine e Sanpietrini.
La notizia fece il giro del mondo e fu un duro colpo per l'Europa.
Pian piano si staccarono dall'Unione San Marino e Irlanda, contrarie alla nuova normativa che prevedeva la realizzazione di strisce pedonali con fotoelettriche psichedeliche al passaggio dei pedoni.
Anche Austria e Lussemburgo, contrarie alla liberalizzazione indiscriminata della pesca ai lattarini, si sganciarono.
La Francia perché una recente normativa europea prevedeva l'uso esclusivo di uve cinesi per la produzione dello champagne.
Anche in Italia ci furono moti di rivolta,il Movimento NO-TAV vinse la sua battaglia e la Val di Susa divenne Parco Naturalistico Nazionale. 
In maniera clandestina, ma sempre più frequente, ricominciarono a girare le Lire nei mercati rionali, insieme a gettoni telefonici e miniassegni, e le solite caramelle di resto, ormai scadute da decenni.
Una rotatoria cambiò il corso della storia mondiale; chissà se questo evento sarà citato nei libri di storia del prossimo millennio.


L'AVVOCATO SERPOTTO SI RITIRA, SODDISFATTO, 
DOPO LA NOSTRA VITTORIA



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