martedì 25 novembre 2014

I TRUCCHI DEL MESTIERE (UNO)





LA CUCCIA DEL CAPO





Giorni fa, parlando con delle gattare, è emerso un problema quasi comune: la cattura degli imprendibili per la sterilizzazione.
Sono rimasto perplesso e silenzioso ad ascoltare le varie vicende delle colonie feline rappresentate e credo di avere individuato la falla che rende quasi impossibili tali catture: la fretta.
Il mio modesto, ma suffragato da almeno un 150/200 catture per la sterilizzazione nella carriera di cui almeno una 40ina di imprendibili, consiglio.
Per effettuare la cattura della vittima designata occorrono tre fondamentali cose: una gabbia da cattura, pazienza e adeguarsi al comportamento felino.
Il gatto non ha mai fretta –logico- non ha un cazzo da fare tutto il giorno, se non aspettare l’umano dispensatore di cibo.
Il gattaro non deve avere fretta di catturare, si deve necessariamente adeguare ai ritmi felini.
Personalmente ho eliminato il meccanismo della basculante della gabbia che regola la chiusura; preferisco la vecchia maniera: bastoncino con cordicella lunga, molto lunga, che aziona la porta a ghigliottina quando la vittima è entrata. Unica accortezza: la cordicella non deve fare giri viziosi, ma essere ben tesa a terra e il capo nelle mani o a pronta disposizione.
Sul fondo della gabbia ho piazzato una lastra di polistirolo compresso da edilizia (si usa come isolante termico) che i gatti non possono graffiare ed è facilmente lavabile e sterilizzabile.
Il meccanismo basculante lo utilizzo solamente in caso di catture notturne, quando non ho nessuna intenzione di passare la notte ad aspettare la vittima. il problema è che catturi quasi sempre i soliti gatti ritardati, o estremamente furbi che sanno che il loro turno è già passato. Ma è un utilizzo estremamente raro.
Il classico tentativo di cattura lo faccio alla distribuzione del cibo, piazzando la gabbia nelle vicinanze del luogo dove il gatto da catturare solitamente mangia.
E’ importante conoscere le abitudini dei nostri pulciosi, ognuno ha delle preferenze, anche sul posto dove consumare il pasto, e questo è un punto debole da sfruttare.
Il piatto con il cibo che preferisce lo inserisco quasi all’ultimo, dopo aver controllato e fatto si che la vittima non si sia avvicinata ad altri piatti.
Poi comincia la fase di attesa. Devi continuare a svolgere il tuo solito lavoro, evitando di avvicinarti alla gabbia, per non insospettire il catturando. Spesso entrano a mangiare dei gatti che non interessano. Basta lasciarli stare e rimettere un nuovo piatto appena ne sono usciti. La vittima si tranquillizza: se non è successo nulla con il gatto A e con quello B, non succederà nulla neppure con me.
Prima o poi entra, è solo una questione di tempo e fame, e allora devi tirare la cordicella senza indugi.
Se il gatto è uno di quelli tosti, stile latitante da Aspromonte,  e sospettosissimo esiste un altro metodo, quello che preferisco.
Per adottarlo occorrono settimane di preparazione, ma è un rimedio che si può utilizzare anche per somministrare medicine in compresse senza  sprecarle e senza che le ingurgitino altri gatti che non ne hanno bisogno. Bisogna avere solo l’accortezza di cambiare il tipo di bocconcino con un pezzetto di pollo arrosto o una striscetta di prosciutto crudo che avvolgono e nascondono meglio la compressa.
Il metodo lo chiamo ‘BOCCONCINOOO!!!’
Sì, gridato e comprensibile a tutti i gatti interessati (circa il 100%).
I gatti assimilano il linguaggio umano, come pure il nostro tono di voce. Riconoscono quando li chiami con il loro nome (ed è una cosa importantissima per l’operazione) e il nome del cibo preferito.
Provateci se non ci credete!
Al richiamo ‘BOCCONCINO!!!’ i gatti sanno già cosa li aspetta: cubetti di mortadella o prosciutto cotto, uno per ogni gatto, scandendo bene il suo nome e facendogli capire che quel premio è per lui, e non per altri.
C’è quello che te lo prende direttamente dalle dita, quello che è meglio appoggiarglielo a terra, altrimenti ti sbrana le dita, quello che preferisce che glielo lanci e lo vuole catturare con posa plastica, stile portiere di calcio, e l’imprendibile, a cui lo devi necessariamente lanciare.
Se giorno dopo giorno fai il lancio all’imprendibile sempre allo stesso punto quello si abitua e al grido ‘BOCCONCINO!!!’ si posiziona subito là, dove sa che glielo tirerai.
Un bel giorno lì vicino ci piazzi la gabbia da cattura con il bastoncino e la cordicella. Metti il piatto con il solito cibo e lasci che chi vuole entrare a mangiare entri, senza problemi.
L’ora X è al momento del bocconcino.
Dopo il richiamo cominci la distribuzione, quasi ignorando la vittima ma conservando in mano 3 o 4 bocconcini extra per lui.
Quando fai finta di accorgerti di lui lanci il bocconcino sopra la gabbia, quasi in fondo,  (deve essere un cubetto che passi agevolmente tra le maglie) il bocconcino cade dentro la gabbia, ma la vittima è disorientata.
Non si fida, e fa bene. Ma il richiamo è irresistibile e comincia a la sua lentissima marcia di avvicinamento.
Allora lo chiami ancora e quasi ti scusi per aver sbagliato grossolanamente la mira. Gli lanci un secondo bocconcino proprio all’ingresso della gabbia da cattura. Con la zampa lo artiglia e se lo porta alla bocca. Altra chiamata nominale per la vittima e altro bocconcino che cade sempre all’imbocco della gabbia.
L’ultimo bocconcino deve cadere a metà strada tra la chiusura della gabbia e il primo bocconcino lanciato.
Aspetti, magari accendendo una sigaretta.
il prescelto si disorienta di nuovo ma tenta la sorte; entra e arraffa l’ultimo bocconcino tirato e prima di uscire completamente dalla gabbia tenta la sorte con il bocconcino che lo condannerà. E’ dentro: tiri la cordicella e zacchete!
Un latitante in meno.
Al primo tentativo non entra? Pazienza; si ripete anche il giorno successivo e gli altri dopo fino ad ottenere la sua fiducia nei confronti del mostro metallico che cerca di mangiarsi i SUOI bocconcini.
Sono procedure lente e lunghe, lo so!
Ma con i gatti ci vuole estrema pazienza; come noi cerchiamo di umanizzarli dobbiamo cedere anche noi una nostra parte e felinizzarci.
Comunque, quando avete appuntamento per la sterilizzazione di un micio è sempre bene avere una ruota di scorta. Se non acchiappate la vittima prescelta tenetevi a portata di mano un sostituto più docile che deve, anche lui, finire sotto i ferri del veterinario. Perlomeno io faccio così.
Risultati personali: catture al momento deciso, circa il 70%.
Interminabili partite a scacchi con SAETTA (alla Colonia Vecchia) sterilizzato dopo 3 anni e con la CICI (alla Reggia) beccata con gabbia in versione notturna dopo 70 giorni di tentativi e 69 inutili catture.

QUARK, il prossimo della lista 'Catturandi'

Nessun commento:

Posta un commento