mercoledì 9 luglio 2014

STORIA DELLA COLONIA





CLEOPATRA




La terza Grazia è CLEOPATRA una micetta tigrata con due macchie bianche sotto al mento e sulla pancia.
La abbandonarono alla Colonia Vecchia che aveva già quattro-cinque mesi ed era un’altra micia speciale: sveglia, solare, simpaticissima e pronta al gioco. Una vera trascinatrice della massa felina randagia che andava sempre più ingrossandosi a Monte Malbe.
“Lo so, lo so!”
Rispondo a SAETTA che puntualizza il fatto che altri piccoli erano stati abbandonati in Colonia prima di lei.
Ma allora erano altri tempi e il Capo riusciva spesso a fare buone adozioni dei gattini che scaricavano; non come ora che non li prendono neppure se ci alleghi una ricca dote.
Comunque erano gattini che sono rimasti, per loro fortuna, pochi giorni con noi, poi si sono involati verso altri lidi muniti di mura domestiche, comodi divani e coccole a volontà.
Ne parlerò in una puntata speciale a loro dedicata.
CLEOPATRA aveva delle caratteristiche uniche per un gatto randagio.
Era estremamente affettuosa col Capo e con tutti gli umani che bazzicavano regolarmente la Colonia, era sempre in ritardo al pasto (e questo faceva imbestialire il Capo) ma riusciva a farsi perdonare con mille smancerie.
Una indisciplinata ruffiana; ecco il temine più adatto per descriverla.
Poi… si era pure innamorata. Di SAETTA, appunto (questo lui non ve lo confermerà mai).
Uno dei tanti innocenti amori sbocciati tra i componenti della Colonia, anche oggi ce ne stanno!
Piano piano CLEOPATRA divenne una colonna portante della nostra comunità, un punto di riferimento per tutti i piccoli e per le altre colleghe, tanto da temere che mi usurpasse la carica di Capocolonia.
Ma CLEOPATRA non ambiva a cariche o riconoscimenti, se non la quotidiana ‘pomiciata’ col Capo.
E anche di questo ero estremamente geloso.

CLEOPATRA fa il chilo su una delle panchine della Colonia Vecchia
-giugno 2008-

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