mercoledì 20 gennaio 2016

LO CHIAMEREMO ANDREA





LA CUCCIA DEL CAPO




E’ successo ancora: la variabile impazzita che fa saltare tutte le statistiche.
Con NUVOLA (o VIRNA/VIRNO) il fatto ci poteva anche stare, era solo la seconda volta che mi abbandonavano un gatto già sterilizzato in Colonia.
Cinque anni prima era successo con QUADRI (più noto come PALLUCCHINO), ma almeno avevano lasciato un biglietto con su scritto che era un maschio già sterilizzato, anche se lo avevo sospettato dalla garza elastica ancora stretta alla zampa anteriore destra.
Poi è di nuovo successo con NUVOLA, senza biglietto però!
NUVOLA prima subì l’onta del nome femminile VIRNA, ma a tutti gli effetti è un gatto dolcissimo e mancava degli attributi visibili al gatto adulto per determinarne il sesso. Poi, ad un’ispezione più accurata, VIRNA si è dimostrata un maschio sterilizzato: VIRNO!
E’ stato BAIOCCO a intervenire – Capo, se continui a chiamarlo VIRNO quello cambia colonia!
Fortuna che l’amica Monica ci ha messo involontariamente la pezza : – Ma chi è questa nuvola di gatto?
E NUVOLA fu!
Ora: è risaputo che determinare il sesso dei gattini è una cosa alquanto difficoltosa, a meno che siano tricolori, ma in un gatto già adulto e vaccinato sembrerebbe cosa elementare.
La morfologia (intesa come osservazione dell’aspetto esteriore del soggetto), l’atteggiamento e la caratterialità sono già segnali sufficienti a riconoscere il sesso del felino, anche se non socializzato, la classica palpata sotto la coda, la prova finale. Se si manifesta il benché minimo dubbio poi c’è pure l’osservazione accurata della zona genitale del soggetto incriminato, ove possibile, e qui il margine di errore si azzera.
Micia (la consorte) conscia del fatto che una volta su tre sbaglio il sesso del gatto, e conseguentemente il nome (esempi lampanti sono RINGO, CORNIOLA, AGHI -da AGATA- POLVERE e BERETTA, che hanno mantenuto comunque il nome assegnato) mi consigliò di chiamare tutti gli incerti ANDREA.
Una buona idea: ANDREA I, ANDREA II e via discorrendo, ma inattuabile, perlomeno in Colonia.
Ve l’immaginate il lancio del bocconcino preceduto dal nome del destinatario: - ANDREA! – si accenderebbe una zuffa epica tra tutti gli ANDREA con feriti e contusi per un misero cubetto di mortadella. Quindi proposta bocciata.
Ma il problema non è il nome, ma la variabile impazzita che ha voluto che il gatto abbandonato in Colonia dopo NUVOLA fosse TOSCA.
Allo studio morfologico del soggetto fu subito battezzato senza ombra di dubbio FOSCO.
La palpata sotto la coda evidenziò la mancanza di due necessari attributi al fine di mantenere il nome assegnato. Anche l’esame visivo confermò che di testicoli non ce n’era traccia. Quindi: TOSCA.
Fino a ieri mattina.
La signora TOSCA è stata accompagnata alla sterilizzazione per scoprire che è un maschio già sterilizzato ed operato in maniera ineccepibile, manco il chirurgo plastico Pitanguy sarebbe stato capace di un simile capolavoro!
Ora, mi domando come possa capitare che consecutivamente vengano abbandonati due gatti adulti ex domestici e già sterilizzati nella stessa colonia: la famosa variabile impazzita che d’ora in avanti sovvertirà il protocollo di riconoscimento della Colonia Nuova!
Ma il malcapitato felino bianco e nero ha minacciato azione legale per danni fisici, comportamentali e morali.
Siamo arrivati comunque ad un compromesso, con la preziosa mediazione dell’avvocato SERPOTTO: TOSCA diventerà TOSCO e, se il suo carattere sarà compatibile con i gatti della Reggia, visto che in Colonia manifesta problemi di adattabilità, rimarrà vita natural durante in famiglia.
Benvenuto FOSCO/TOSCA/TOSCO!


TOSCO ha preso possesso del "suo" letto

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