venerdì 20 febbraio 2015

IL SOLARIUM LETTERARIO





VUOTO A PERDERE di Favio Bolo
26a e ultima puntata




Finalmente siamo giunti all’ultimo, agognato capitolo di ‘Vuoto a Perdere’
Intorno alla recinzione della Colonia cominciano a spuntare ceri accesi in ringraziamento a Santa Gnacchera da Monte Malbe, protettrice dei felini analfabeti.
- Domani spegneteli! – osserva ORFEO – Ché arriva il secondo episodio della sega, pardon… saga!
Una bottiglia di cordiale appare tra le zampe di EMILIA che deve rianimare i colleghi svenuti per l’emozione, credo.
A voi l’ultimo capitolo!


31
  
Ci accoglie Serena.
- Andatevi a fare una doccia – dice – poi scendete, siete attesi.
Noto la porta del grande salone stranamente chiusa.
- Ok. Preparaci un caffè.
Doccia, caffè ed entriamo nel salone col passo dei vincitori. Oltre a Serena e le due mezze lesbiche ci sono altre due donne, troppo poche per le due berline parcheggiate nel piazzale; c’è altra gente ben nascosta. Forse per farci la pelle e chiudere la missione nel migliore dei modi.
Poi la sorpresa: riconosco il viso di un personaggio famoso: l’ avvocato Silvia Pisani, da qualche anno ritiratasi dalla professione per impegnarsi in un qualcosa di poco chiaro, dicono i giornali. Si è un poco appesantita e leggermente invecchiata, dalle foto che mi ricordo aver visto mentre studiavo il diario di Giorgio Gaddi, ma rimane comunque una splendida donna e approvo quello che proclamava il Giorgio riguardo alle sue decantate tette.
L’altra è una moretta, capello corto, viso interessante, ma severo: sembra un militare.
E’ Serena che fa le presentazioni:
- Andrea, la Dottoressa Silvia Pisani… - la omaggio con un elegante baciamano, che apprezza con un bellissimo sorriso.
La osservo quel tanto che basta per capire che potrei perdere la testa per una come lei.
- E il Colonnello Francesca Coletti – prosegue Serena.
Stavolta il baciamano non si ripete; rimango impietrito come uno stoccafisso, con la bocca aperta.
Ma Francesca mi regala lo stesso un caldo sorriso.
Mi ci vogliono alcuni secondi per realizzare che in quella stanza sono racchiuse tutte le donne, gli amori, gli intrighi e le storie di sesso del fu Giorgio Gaddi.
Riesco solo a domandare:
- Cosa significa questa bizzarra riunione?
- Nulla di particolare. – risponde Francesca – Affari, solo affari. Vi facciamo i nostri complimenti, avete terminato la missione con successo. Ora siamo qui a mantenere i patti.
- Non era necessario che venissimo – prosegue Silvia – ma eravamo curiose di conoscerti personalmente. Hai meritato il viaggio, bravo!
Mi gonfio come un pavone, anche se credo di essere diventato rosso in viso.
- Il piacere è tutto mio. – replico – Cosa succede ora?
- Succede che mi consegni una certa cosa, poi vi imbarcate su un jet privato – interviene Domiziana.
Faccio un cenno a Serena che apre un cassetto della scrivania, prende una busta gialla e me la porge.
- Tieni – le faccio – l’avevo preparata prima e la custodiva Serena. Te l’avrebbe comunque consegnata, anche nel caso della mia scomparsa. Anche io mantengo i patti. Buona caccia, il bastardo è tutto tuo!
Domiziana apre la busta ed estrae la foto con il primo piano dell’autista della missione speciale, scattata di nascosto da alcune fotocamere di sicurezza posizionate dentro la nostra ex sede di Ponte San Pietro.
- E’ lui? – mi chiede.
- Lui. – rispondo – SIG, SIM… cercalo da quelle parti.
Agata osserva la foto e annuisce: sa chi è.
Mi rivolgo a Serena: - Serena, ricordati di spedire l’altra busta ad Antonella, per favore!
Ho preparato una seconda busta, più grande per non insospettirle, con dentro una lettera di saluto e arrivederci (spero) per Antonella e la preghiera di spedire il plico che troverà dentro al commissario Carmen Mistretta. Il plico contiene la medesima foto e tutte le indicazioni necessarie per ritrovare il vigliacco.
Chi prima arriverà, avrà la sua testa.
Un lampo mi attraversa il cranio: Ken. Non ha mai parlato e neppure lo hanno ringraziato. Sarà rimasto in camera?
Invece è là, tranquillamente stravaccato su una poltrona a sorseggiare un fernet.
?
- Ora preparatevi – annuncia Silvia – tra un’ora il mio jet vi porterà a Ciampino e da là ripartirete per il Sudamerica con un volo cargo di una missione umanitaria.
- Sudamerica? Avevamo stabilito Africa, Kenia, per la precisione!
- C’è stata una piccola variazione, soldatino. – chiarisce Domiziana – Un amico è rimasto colpito dalla vostra professionalità e desidera avervi ospiti in una sua tenuta della Colombia.
- Un amico? Chi amico?
- Giovannino Palmisano – fa Serena – vi nasconderà a tutto e tutti fino a quando le acque si saranno calmate. In cambio lo potrete aiutare a dirimere certe questioni createsi con i suoi fornitori di coca.
- Non vado a fare il killer in Sudamerica – obietto.
- Niente killer. – stavolta è Silvia – Solo lavoro di intelligence e diplomazia, avrete anche una scorta personale.
- Oltre ad un nutrito harem – Agata – che in Kenia non sarebbe stato possibile avere, nella missione della Don Nello Benizzi Foundation.
- Beh… allora…   Si può fare? Che ne dici Ken?
- Si può fare. – risponde – Almeno scopi, ti sfoghi e smetti di rompere il cazzo in continuazione!
Rimango colpito dal suo piglio.
- Via! – Silvia – Andate! La Terra di Nessuno vi aspetta!
- A proposito – interviene Francesca – tenente Pancrazio, aspetto come al solito il suo rapporto scritto sulla missione compiuta.
Mi blocco davanti alla porta e, lentamente, mi giro.
- Tenente…  Tenente cosa?
- Tenente Pancrazio Celestino. Agli ordini, signor Andrea Rossi!
- Brutto stronzo testadicazzo figlio di puttana invertito pederasta che non sei altro!!!
Mi hai… Mi hai…
- Inculato, Andrea. Si dice inculato. – si alza e mi prende a braccetto – Andiamo a farci quattro sane scopate nella Terra di Nessuno, dai…
Voltandosi verso le altre fa ciao ciao con la manina e le saluta:
- So long, fanciulle! E’ stato un piacere lavorare con voi!

ORFEO è alquanto annoiato

Nessun commento:

Posta un commento