sabato 24 gennaio 2015

STORIA DELLA COLONIA





COMINCIAMO COI FUNERALI





Mi sbagliai di grosso: non fu per niente un inverno tranquillo.
Le grane iniziarono appena prima di Natale. La solita gattara pazza ci scaricò in Colonia, col consenso del Capo, un micro micio dell’età apparente di una decina di mesi che sembrava ritardato nella crescita per via di sofferenze patite in gioventù. In realtà aveva otto anni ed era afflitto da mille patologie.
Purtroppo per lui il Capo non aveva ancora cominciato a trasferire alla Reggia i bisognosi, eccezion fatta per OLIVA, pochi anni prima.
Visse con noi una decina di mesi, dignitosamente, senza lamentarsi ed adattandosi subito ai nostri usi e costumi. Ci raccontò che era uno dei pochi sopravvissuti di una colonia felina di periferia sterminata a suon di bocconi avvelenati e bastonate. Qui da noi si sentiva più tranquillo e, finalmente, poteva prendere il sole senza temere di venire cacciato o ammazzato.
A sentire le sue storie mi veniva sempre la pelle d’oca e mi trovai, addirittura, a ringraziare in silenzio i miei ex proprietari che avevano avuto almeno il buonsenso di abbandonarmi qua.
Morì una notte di ottobre dell’anno successivo, improvvisamente, nella sua cuccia mentre dormiva.
Poche settimane prima era morta pure SMERALDINA, la figlia del precedente Capocolonia SMERALDONE e di ALALA’. L’insufficienza renale la consumava piano piano e il Capo dovette prendere, per la prima volta, una triste e gravosa responsabilità.
- Cominciamo coi funerali – si espresse con me un pomeriggio.
Lo osservai senza dirgli nulla, ma sapevo che aveva ragione.
Oramai eravamo una trentina in Colonia e, secondo le sue previsioni, saremmo aumentati notevolmente con l’arrivo della primavera e l'estate. 
Secondo le sue statistiche almeno tre, quattro gatti all’anno sarebbero morti.
Statistiche ottimistiche, purtroppo smentite nel futuro.


SMERALDINA alla Colonia Vecchia - Novembre 2007

SCIPIONE alla Colonia Vecchia - Maggio 2008


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