mercoledì 14 gennaio 2015

IL SOLARIUM LETTERARIO





VUOTO A PERDERE di Favio Bolo
22a puntata





Approfittiamo di queste giornate primaverili per accelerare la lettura del capolavoro di Favio Bolo, malgrado le resistenze del solito PALLUCCHINO e della bigotta TARTARUGHINA, che lo considera un’opera oscena e indegna.

26

La mattina dopo comincio il ritiro spirituale a Carpaneta.
Agata si presenta a mezzogiorno con una borsa sportiva piena di armi: Glock 17, Beretta ex ordinanza e mitragliette Uzi. Tutte con relativo silenziatore.
-E’ roba sporca, - specifica. -Se ti fai beccare ti accolli anche una decina di omicidi aggiuntivi. Sii cauto.
-Mi servono due telefonini puliti.
-Per fare?
-Comunicare con Antonella.
-Non lo riteniamo necessario. Meglio evitare ogni contatto con l’esterno.
-Praticamente sono in prigione.
-Concludi il lavoro e sarai libero.
-… di spalare merda di dromedario. Allora voglio un cambiamento di programma.
-Cioè?
-Prima sistemiamo la troiona, poi gli altri.
-Si comincia coi “Fratelli”. Questo è il programma.
-Perché?
-Sono i più pericolosi: se porti a termine la missione le altre saranno una passeggiata.
-Ok.
-Un’altra cosa, - replica. -Dammi le chiavi della tua auto.
-Perché?
-Non può rimanere qui. La lasceremo in un parcheggio e domani te ne porterò un’altra. Pulita.
-Ma… la mia Range…
-Non ti preoccupare: chi vuoi che rubi un cassone del genere? Manco i marocchini.
stronza…
Se ne va.
-Bene, - dico a Ken. -Appiedato ma armato. A proposito: hai mai sparato, coglione?
-Mai. E smetti di chiamarmi coglione.
-Ken non mi piace. Com’è che ti chiami?
-Celestino… Celestino Pancrazio.
-Ochei… Ken! Questo pomeriggio andiamo a fare tirassegno.
La lezione di tirassegno diventa uno sfogo per Ken.
-Sì! - inizia un monologo. -Serena mi piace come donna, ma non si può vivere con una vegetariana con la sindrome di curare gatti randagi! Ne ho le palle piene dei gatti, dei formaggi e dell’insalata! Scappiamo una sera… solo io e te… andiamo ad ammazzarci con le proteine di carne animale. Parliamo di fica, calcio e auto… almeno per una sera…
-E’ una proposta matrimoniale?
-Stupido! Aspetta qualche giorno e vedrai in che cazzo di inferno ci hanno rinchiusi.
-Colpa tua.
-Sei proprio un uomo di merda. Ti offro la possibilità di riscattare la tua coscienza dalle cazzate che hai commesso e ancora mi rinfacci di averti contattato.
-Ti rinfaccio di avermi incastrato. E te lo rinfaccerò per tutto il resto della breve vita che ci rimane.
-Credi che non riusciremo nelle missioni?
-Alla prima ci ammazzeranno come cani randagi. Riposeremo per sempre in una discarica della ndrangheta.
-Quello che mi piace in te è l’ottimismo che sprigioni da ogni poro…
-Continua a sparare, coglione!
-E non chiamarmi più coglione!
-Spara, coglione.
Dopo cinque lunghi giorni di spari e riflessioni sul piano da adottare per eliminare i Fratelli devo convenire con Ken che Carpaneta è una prigione e Serena la carceriera che ci mantiene a pane e acqua. Una sera prendo l’iniziativa.
-Serena c’è un problema da affrontare. Un problema serio. Ken sta andando in depressione, non posso coinvolgerlo nella missione: sarebbe un pericolo per tutti e due.
-Cosa gli succede?
-Ken è uno spirito libero, uno zingaro senza fissa dimora. Qua dentro sta morendo, ha pure bisogno di integrare il suo regime alimentare. Ha sempre mangiato carne, non lo si può privare della libertà e del suo cibo preferito all’improvviso.
-Ma ha una missione da compiere.
-Gli stanno pure cadendo le motivazioni. Dai retta a me, ora come ora non serve a nulla, anzi è dannoso.
-Cosa proponi?
-Una sera di libera uscita. Cena in qualche buon ristorante e un minimo di vita sociale.
-La vedo dura… ma ne parlerò con chi di dovere.
è una carceriera
Il giorno dopo arriva la risposta.
-Si può fare-, dice, -a patto che andiate a cena all’agriturismo qua sotto e alle 22 siate di ritorno.
-Bella botta di vita!
-Ho dovuto combattere non poco per avere questa concessione. Ken è un ricercato e, ora, pure tu.
-Io?
-Tu. Il commissario Mistretta ha emesso un ordine di cattura nei tuoi confronti. La Polizia è già venuta a cercarti a Migiana e, ora, la tua abitazione è sotto sorveglianza. Sei accusato dell’omicidio di Marta.
-Ma sui giornali non ho letto nulla!
-Perché ancora non ti hanno catturato. Poi passerebbero la notizia. Accontentati della cucina di Claudio, giù all’ “Acqua calda”: è ottima e dicono che cucini il cinghiale come pochi.
cinghiale…
-Non sarà pericoloso?- domando.
-Istruirò Claudio, è un amico. Avrete una saletta riservata ed entrerete ed uscirete da un ingresso secondario.
-Avere una camera per stare un’ora con Antonella sarebbe possibile?
-Antonella è pedinata dalla Polizia. Aspettano che li porti da te. Non mi sembra il caso. E neppure è consigliabile telefonarle: ha i telefoni sotto controllo. Comunque sia correrete un grosso rischio ad uscire.
-Capisco. Quando potremmo?
-Anche domani. Vorrei sapere il menù in anticipo, per Claudio.
Rapida riunione operativa col coglione e viene stilato un documento di vitale importanza.
-Antipasto: crostini con paté di fegatini e torta al testo con prosciutto casareccio. Primi: pappardelle al cinghiale e penne alla norcina. Secondo: maialino arrosto e bistecca alla fiorentina. Contorno: patate al forno cotte insieme al maialino. Dolce: tozzetti e vinsanto. Vino: Decugnano rosso e Rubesco riserva. Acqua: non serve. Caffè, ammazzacaffè e grappa invecchiata di Barolo.
Vedo la mano di Serena tremare mentre trascrive la richiesta culinaria. Ma non ho terminato.
-Una giovane cameriera disponibile per un paio di…
-No!- mi anticipa il Duce.
-Anche non troppo giovane…
-No!- replica.
-Allora basta così. Come ci andiamo all’agriturismo?
-Vi accompagno io alle 20 e alle 22 vi vengo a prendere.
-Meglio alle 23.
-22,15.
-Agli ordini.
La sera dopo siamo segregati in una stanzetta dell’agriturismo adibita a sala da pranzo. C’è pure un caminetto acceso a creare l’atmosfera alla giovane coppia clandestina.
Dopo un’epica battaglia contro gli antipasti, innaffiati da una bottiglia di Decugnano, attacchiamo le pappardelle al cinghiale. Una cuccuma intera, per sei persone. E, tra una forchettata e un bicchiere di Rubesco, cominciano le confidenze.
-Sai-, dice Ken, -non mi sarebbe dispiaciuto iniziare il lavoro dalla troiona.
-Perché?
-Finito il lavoro sarei scomparso. Io punto solo alla mia vendetta.
-Lasciandomi nei casini…
-Saresti potuto scappare con me.
-Per andare dove?
-Ho amici sparsi in tutto il mondo.
-Perché non ti ci sei sistemato, allora? Invece di tornare a rompermi i coglioni!
-Ingrato.
-Coglione!
Passiamo alle penne alla norcina. Ken prende una solenne decisione.
-Bianco! Claudio, ci porta una Falanghina?
-Ken, ho una curiosità. Sei latitante… ma cosa hai combinato, di preciso?
-Stronzate. Pirateria informatica ad alti livelli. Faccio parte dei “Fratelli della rete”.
-Chi sono?
-I migliori hacker del pianeta. Siamo un gruppo molto affiatato e ci consideriamo fratelli. Se uno è in difficoltà, gli altri lo aiutano.
-Come?
-Nella rete si può fare tutto. E difficilmente si viene scoperti. Vuoi un cambio di identità? E’ possibile. Con un click prendi l’identità di una persona che è appena deceduta e i cui dati del decesso si perderanno nella rete.
-Ma, nello specifico, tu cosa hai combinato?
-Stronzate, nulla di serio.
-L’Interpool la pensa diversamente.
-L’Interpool avrebbe bisogno della mia consulenza. Ha un sito con delle protezioni ridicole.
-Cosa hai combinato?- insisto.
-Era un periodo che mi stavano sulle palle alcune banche italiane. Ripulivano e riciclavano soldi della mafia vendendo derivati e obbligazioni fallimentari ai piccoli risparmiatori. Ho fatto crollare i loro titoli in borsa per un mese, immettendo documenti di false indagini finanziarie in rete. Non me lo hanno perdonato.
-Tutto qua?
-Più o meno. Ho anche truccato i loro bilanci e ho spostato i loro fondi neri ai conti correnti di alcune associazioni umanitarie mondiali. Donazioni anonime.
-Quanto?
-Una manciata di miliardi di dollari.
-Forse non ti hanno perdonato questo…
-Aspetta che salti fuori il loro buco di bilancio… allora sì che mi daranno la caccia seriamente!
-Sei un bastardo.
-Perché? Ho evitato che con quei soldi venissero comprati armamenti per ribaltare qualche stato democratico ricco di risorse naturali. Non mi sembra una cattiva azione.
-Senti, un’altra domanda: negli archivi dei SIG o dei SIM non hai trovato nulla di riconducibile alla morte di Zanzara e al mio attentato?
-Nulla. Nulla di nulla. Secondo me è stata un’operazione decisa in autonomia, senza nessuna autorizzazione. Ecco perché voglio la mia vendetta. Qualcuno ha deciso che dovevate morire. Neppure so il perché.
-E, secondo te, Agata e Domiziana come fanno a sapere chi è stato?
-Non lo so. Non le conoscevo.
conoscevo?
-Cioè?
-Credo ci sia una lotta di potere all’interno dei servizi. Noi gli serviamo per colpire un bersaglio.
-Ci sarebbero tanti sicari più qualificati di noi.
-Ma noi siamo sacrificabili… ecco perché avrei preferito sistemare la troiona e poi darmi alla macchia.
-La troiona sarà l’ultimo bersaglio-, commento.
-Concordo. Passami le patate.
Dopo la grappa e una decina di rutti liberatori arrivano le 22,15 e Serena che inorridisce a vedere i resti della strage di animali perpetuata dalle nostre mandibole.
-A casa-, fa col piglio della maestrina scontenta perché abbiamo fatto gli scarabocchi sulla lavagna.
Dopo dieci giorni il piano per eliminare i fratelli sicari è pronto. Ne parlo con Agata e Domiziana venute per esserne messe a conoscenza.
-Dalle informazioni che mi avete passato ho  capito che esiste un solo momento della giornata per poter eliminare tutti e tre i fratelli insieme. La mattina alle nove quando si incontrano nella gelateria.
Le informazioni lasciatemi dicono che i tre fratelli hanno un’attività di gelateria a Terni, come copertura. Ogni mattina si incontrano là dentro per discutere i fatti loro. E questo è l’unico momento della giornata che passano tutti insieme.
-Si tratta di entrare nel locale con una scusa banale e farli fuori prima che abbiano il tempo di realizzare e reagire. Ma ho bisogno di fare un sopralluogo insieme a Ken. Devo studiare i tempi e le vie di fuga. Ho pure bisogno di un furgone e di due auto.
-Troppa roba-, risponde Agata.
-Un furgone, due auto e un motorino. Se non li avete, rubateli-, replico. -E ho bisogno di andare a Terni. Con Ken.
-Va bene. Stabilisci il giorno per la ricognizione-, Domiziana.
-Dopodomani.
-Benissimo. Si va a Terni tutti insieme-, poi aggiunge, -su due auto separate. Se vi ferma la Polizia sono cazzi vostri.

La TARTARUGHINA raccolta in preghiera






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