sabato 26 settembre 2015

IL SOLARIUM LETTERARIO



DUE INDAGINI

-TUTOR-
di Anrea Gamilleri (e l'ignoto gattaro)

2a puntata




Comincia a far fresco in Colonia, anche troppo per i nostri gusti, ma siamo sempre presenti alla consueta lettura domenicale.
Come è facile prostituirsi per una scatoletta di Gourmet Gold!



Alle 18,20 ci presentiamo nel cantiere col lasciapassare della mia Range con targa originale. Tutti gli operai stanno smobilitando. Chiediamo del capocantiere. Ci indicano un container prefabbricato che funge da ufficio. Bussiamo e chiediamo del capocantiere che alza gli occhi da un prospetto di scavo steso sulla scrivania e ci guarda con volto interrogato.
Lo invito ad uscire e, appoggiandomi alla mia Range che osserva di sfuggita dice:
- Ancora voi?
- Sì! – rispondo -Ci deve spiegare meglio alcune cose.
- Lo sapevo… - mormora.
- Sapeva… cosa? - chiedo.
- Che non la dovevo prendere.
- Alt!- intimo - Forse è il caso che ricominciamo daccapo. Ci racconti tutto per filo e per segno.
- Ancora?
- Ancora… qua. Oppure, ancora da un’altra parte - aprendo la portiera posteriore destra della Range.
Il capocantiere abbassa gli occhi e dice: - Andiamo in ufficio.
Versa un bicchiere d’acqua per ognuno, si siede e comincia il suo racconto.
- Allora, sabato mattina della scorsa settimana, stavamo finendo di demolire il piano sotterraneo della discoteca. Artemio, mentre manovrava la ruspa si è accorto…
- Alt!- lo interrompo - Dov’è Artemio?
- Al cimitero.
- Al cimitero? - chiedo con tono un po’ troppo preoccupato.
- Sì. Gli è morto un cugino, oggi aveva il funerale e ha preso un pomeriggio di permesso.
- Bene! Anzi male… continui pure.
- Dunque… Artemio si è accorto che c’era un piccolo locale murato, forse una centrale elettrica o termica, ha creduto, ed è venuto ad avvertirmi prima di fare qualche danno. Avevo da fare con l’impresario e l’ho raggiunto solo dopo le 13, quando stava per andare via. Ho controllato col vecchio progetto della discoteca ma, quel locale non doveva esistere. Siamo rimasti e col demolitore abbiamo aperto un varco nel muro.
Si ferma per bere un bicchiere d’acqua.
- E dentro… -  prosegue - abbiamo trovato quella roba.
Lo guardo e lo invito a proseguire con un cenno.
- Quella roba - ribadisce.
- Ho capito! Ma ci deve raccontare tutto, come l’altra volta.
- Dunque… c’era il cadavere della polacca.
- Polacca? La conosceva?
- La conoscevo? Ma se sarà morta da cinquant’anni! Come facevo a conoscerla?
- Chi gliel’ha detto che era polacca?
- I documenti. I documenti dentro la borsetta. Maria Wajda. Nata a Varsavia il… non ricordo… 1957.
- Oltre al cadavere? - chiedo.
- La valigia con i soldi e l’agenda.
- Cerchi di essere più preciso.
- La valigia… - continua - di pelle nera, grande… piena di mazzette di carte da 20.000 lire. Quelle vecchie di una volta, col Tiziano.
- Quante mazzette? - lo interrompo con la fulminea domanda.
- 140 mazzette da 250 banconote l’una.
- 700 milioni-  con un rapido calcolo.
- Esatto. Non ci sembrava vero di aver trovato tutti quei soldi! Credevamo di essere diventati ricchi.
- Perché credevate?
- Questo non l’abbiamo raccontato l’altra volta… - dice abbassando gli occhi.
- Appunto - ribadisco.
- Il lunedì mattina successivo siamo andati…
- Chi? - incalzo bruscamente.
- Io e Artemio, scusi. Siamo andati alla Banca d’Italia per sapere come fare per cambiarle in Euro. Ma…
- Ma …?
- Ma il cassiere ci ha detto che oramai erano fuori corso da un pezzo. Praticamente avevamo trovato una valigia di carta straccia.
- Poi?
- Il cassiere, comunque, ha voluto i nostri nominativi e una banconota per avvertirci se ancora fosse stato possibile il cambio.
- E?
- E la sera dopo siete arrivati voi.
- Il cadavere a chi l’avete denunciato?
- A nessuno – risponde - L’abbiamo nascosto in una cassa. Se chiamavamo i Carabinieri gli dovevamo dire pure della valigia coi soldi.
- L’agenda?
- Sempre nella cassa. Quella è vero che non l’abbiamo letta!
- Cos’altro ci ha nascosto? - gli domando.
Abbassa ancora gli occhi. prende il portafogli dalla tasca posteriore dei pantaloni e lo apre.
Ne tira fuori una carta da 20.000 lire seminuova, di quelle di una volta, con il busto di Tiziano e ce la porge.
- Alla Banca d’Italia eravamo andati con due banconote. Una l’ha presa il cassiere la seconda… mi è rimasta nel portafogli… mi sono dimenticato di averla.
La prendo, la piego e me la metto in tasca.
- Chi è al corrente di questa storia? - chiedo.
- Io… - risponde - Artemio e voi.
- Nessun altro?
- No… per favore… mantenete la promessa di non dirlo all’impresario.
- Il cassiere della Banca d’Italia cosa sa?
- La panzana che abbiamo trovato un bel po’ di quelle carte da 20.000 lire nella ristrutturazione della mia casa.
- Oltre alle 20.000 lire che mi ha dato, cosa è rimasto qua?
- NULLA! – grida - Vi ho dato tutto!
- Artemio lo sa che…
- Lo sa. Lo sa… se no lo faccio licenziare.
- Bene! Spero che stavolta ci abbia detto tutto, ma proprio tutto. Addio. Noi non ci siamo mai visti.
- Capo…. – mormora - mi raccomando… la promessa.
Annuisco, facendo cenno a Gabriella di andare.
Prima di salire in auto raccolgo da terra una monetina da 1 centesimo.
 sarà un buon segno?
- Bene! - esclama Gabriella durante il ritorno - Ora abbiamo pure un cadavere! Domattina parlo con Mazzi e facciamo mettere sotto sequestro il cantiere dal magistrato.
- Non ci pensare neppure - le rispondo.
Si volta e mi guarda con occhi indaganti.
- Limitati a fare quella ricerca sulle targhe – proseguo - Questa storia puzza troppo di merda per fare passi affrettati.
- Ma c’è un cadavere! - insiste.
- Tanto è già morto… cazzo te ne frega! Dammi retta.
- Da quando in qua prendo ordini da te?
- Da sempre… se non te ne sei ancora accorta - rispondo facendo il duro.
- Accosta alla piazzola di sosta, per favore - mi chiede.
Non capisco ma, metto la freccia a destra, e mi fermo in una piazzola di sosta.
Gabriella mi slaccia la cintura di sicurezza, lentamente, e, fulmineamente, mi afferra i capelli dietro la nuca e mi tira il viso tra le sue cosce.
- Ora goditi l’antipasto… - ordina tirandosi su la gonna - poi andiamo a cena e sul letto di casa mia vediamo chi comanda!
Ho gustato l’antipasto, pagato il conto al ristorante e obbedito come un cagnolino sul suo letto.
Ho il sospetto che comandi lei.
Però ascolta il mio consiglio. Non dice nulla al commissario Mazzi e dopo due giorni si presenta col resoconto della ricerca delle targhe taroccabili nella mia.
- Alcune targhe sono di auto già demolite, e sono negli archivi della Motorizzazione Civile - leggendo i suoi appunti - Questa è di una Ford Fiesta di una pensionata, quest’altra di un furgone Iveco di un’ambulante marocchino e questa, invece….
Sono tutto orecchi.
- Questa… - prosegue - è di una Range Rover 4.0 HSE, sai a chi è intestata?
- Dimmi.
- Ministero degli Interni… e ora? - chiede.
- Ora la tua indagine finisce qui - togliendole il foglio dalle mani - Anzi, rendimi pure la mia notifica, che il lavoro sporco lo facciamo fare a chi ci è abituato.
- Che significa?
- Significa che ci avevi azzeccato. Dietro a tutto ci stanno i Servizi Informativi. Non credo sia il caso che tu cominci un’indagine senza il cadavere, i soldi e l’agenda per andare a sbattere contro i S.I. Minimo te la insabbiano e finisci a dirigere il traffico a Greppolischieto fino alla pensione. La tua parte è finita… ora ci penso io.
- La porti avanti te l’indagine?
- Ma che indagine e indagine! Mi faccio annullare la multa e tutto si chiude qua.
- Non mi piace - mormora.
- Non ti piace ma ti devi piegare all’evidenza e agli interessi dello Stato… che ti dà pure lo stipendio, tra parentesi. Se si sono mossi così velocemente c’è un qualcosa da nascondere e la chiave è in quello che hanno portato via. Non sappiamo quanto sia importante questo segreto, forse può valere anche qualche pallottola, tu rischieresti?
Chiude gli occhi e accetta la sconfitta.

Osservo la visura che Gabriella ha fatto alla Motorizzazione Civile mentre penso a come gestire la situazione in modo innocuo per ottenere l’annullamento della notifica.
Dentro me so già che la cosa migliore sarebbe pagare la multa e non svegliare il can che dorme, ma…
…mando una mail al Ministero degli Interni chiedendo all’Ufficio ‘Auto di Stato’ se hanno provveduto a fare la denuncia per il danno causato dalla loro Range Rover targata BE604FJ alla mia Range Rover targata BL604FJ.
Allego i recapiti per il contatto immediato ed aspetto.


Colazione e tutti pronti a salire sul Solarium per la lettura!

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