mercoledì 11 marzo 2015

IL SOLARIUM LETTERARIO





NULLA E' COME SEMBRA...
di Umberto Dell'Eco




Il popolo della Colonia è rimasto affascinato dal primo capitolo del nuovo romanzo. Mi si chiede la lettura del secondo.

2) 
Si affacciano anche gli altri, prendono in mano dei dischetti  e li ammirano.
 -E’ proprio oro! - fa Steve.
- Sono monete! Monete d’oro! - replica Mario.
- Niente monete - precisa il capitano - Hanno le facce lisce. Sembrerebbero… non ne ho la più pallida idea. Ma è oro.
Il sergente prende un altro sacchetto e lo apre senza sollevarlo.
Anche questo pieno di dischetti d’oro.
Fa la stessa operazione con altri sacchetti.
 - Qui ci stanno monete! - esclama e mostra agli altri dei dischetti simili agli altri ma con il busto di un personaggio a rilievo.
- I dischetti sono monete non ancora coniate - precisa - portiamo tutto fuori!
Una ventina di sacchetti di vecchia, sporca e logora tela vengono  distesi a terra, nell’improvvisata rimessa.
- Cazzo! - esclama il sergente - Qua ci stanno 400 o 500 chilogrammi d’oro! In questo sacco ci stanno pure dei piatti!
- Siamo ricchi… - mormora Steve.
- Ricchissimi! - ribadisce Mario.
- Silenzio! - intima il capitano - Questo è un problema per la missione.
- Ce ne fossero di problemi così… - fa il sergente - Capitano, per questa vita io sono a posto. La missione può andare affanculo.
- Silenzio! - ancora il capitano  Pensiamo a come risolvere questo problema.
- Ma che problema? - insiste il sergente - Qui c’è una fortuna da dividersi in sei!
- Stia zitto, Sergente! Rimettete a posto tutto e richiudete la nicchia. Poi tutti a caccia di pietre per nascondere l’apertura - ancora il capitano.
- Capitano… - fa duro il sergente - non ho capito cosa ha intenzione di fare.
- Si rimette tutto a posto, si prosegue la missione e, quando si torna indietro, si passa a riprendere l’oro e lo si porta al comando
- Sta scherzando? - chiede Steve.
- Non è uno scherzo. E’ un ordine - ribatte il capitano.
- Capitano, lei è impazzito! - fa il sergente - Quest’oro è nostro, non del comando!
- Giusto - conferma Mario - Andiamo ad avvertire pure gli altri.
Ma il sergente Whinkley e Betz arrivano senza bisogno di essere chiamati. Il rumore della discussione li ha svegliati e si presentano imbracciando le armi. Il capitano illustra loro la situazione.
- Proseguiamo la missione, poi penseremo all’oro - ribadisce cercando il sostegno del sergente Whinkley.
- Capitano… - fa Whinkley - io sono un allevatore di pecore del Suffolk. Mi ci vogliono 100 vite per vedere tutto quell’oro.
- Cosa significa? - chiede scontroso il capitano.
- Che ce lo dobbiamo tenere noi.
- Sergente! Un’altra parola e la mando davanti alla corte marziale!
Per tutta risposta Whinkley gli spara una raffica di Sten. Poi punta l’arma verso gli altri.
- Whinky! Sei impazzito? - gli grida Mario.
Whinkley gli punta lo Sten contro ma non fa in tempo a sparare.
Viene freddato, con un colpo alla nuca, dal Revolver Enfiel del sergente ‘passeggero’.
- Fermi tutti! - esclama, con ancora in mano la pistola fumante.
Gli altri sono fermi. Paralizzati dallo stupore e dallo spavento. Il sergente ‘passeggero’ abbassa la pistola e fa - Mi spiace… - poi, continua - ora ci sediamo, fumiamo una sigaretta e pensiamo seriamente cosa fare.  
 - Abbiamo una missione da compiere - dice Mario.
 - La missione è andata a puttane - risponde il sergente.
- Come facciamo coi corpi del Capitano e di Whinky?
- Li nascondiamo nella nicchia - prosegue il sottufficiale
- Chiudiamo tutto, poi buttiamo una jeep nel Tevere e diciamo che sono morti affogati.
- E…  l’oro? - chiede Steve.
- L’oro lo nascondiamo da un’altra parte. Finita la guerra torneremo a prenderlo e ce lo divideremo…  chi rimarrà in vita, naturalmente.
- Dove? - ancora Steve.
- Sicuramente non qua - risponde il sergente - Torniamo indietro e troviamo un altro posto. Un posto che potremo ritrovare anche tra qualche anno.
- E…  del Capitano e di Whinky…  che raccontiamo?
- Fatemi pensarci.
Il sergente si accende una sigaretta e comincia a passeggiare pensieroso nel piazzale.
Dopo pochi minuti torna ed ordina ai soldati
-Salite al primo piano del palazzo, ci sono numerose piccole cassette di legno che contengono flaconi di flebo. Vuotatele e portatele giù.
I soldati obbediscono tacitamente e tornano con una trentina di cassette vuote.
- Ora riempitele con l’oro - ordina il sergente - Non le fate troppo pesanti. Poi mettetele sul cassone della Willys funzionante e copritele con il telone mimetico.
Automaticamente i soldati cominciano l’operazione.
- Buttate i corpi del capitano e del sergente Whinkley nella nicchia. Richiudete il tutto e buttateci delle pietre davanti. Poi, rimettete al suo posto il carro funebre.
Nel primo pomeriggio le operazioni sono terminate.
Il sergente raduna tutti gli uomini.
- Allora… - comincia - appena farà buio ce ne torneremo indietro con le due jeep. Cerchiamo un posto dove nascondere l’oro, poi, torniamo vicino al fiume Tevere, troviamo un ponte fatto saltare dai tedeschi e ci buttiamo giù la Willys con la frizione danneggiata. Infine torniamo verso le nostre linee. La missione è annullata.
- Cosa raccontiamo al Comando? - chiede Betz.
- Che ci siamo scontrati con una colonna di tedeschi in ritirata e siamo fuggiti - spiega il sergente - Per l’oscurità la Jeep col capitano e Whinky è precipitata nel fiume. Il capitano e il sergente sono morti annegati. Tu, Betz, sei riuscito a salvarti. Ti dovrai fare un bagno per essere credibile. Questa è la versione ufficiale che dovrete confermare, se ve lo chiederanno. E’ la stessa versione che fornirò io al mio, di Comando.
- E…  ci crederanno? - domanda Steve.
- Al SOE non mi faranno problemi, sanno che queste operazioni sono ad alto rischio e può succedere di tutto. Sanno che ‘nulla è come sembra’. Il vostro Comando non contraddirà la versione del SOE.
- E poi…  - chiede ancora Steve - cosa facciamo poi?
-  Cerchiamo di sopravvivere a questa stupida guerra. Appena finita ci ritroviamo tutti e torniamo a prendere l’oro.
- E…  - interviene Mario - se qualcuno fa il furbo?
- Ci aspetterebbe la corte marziale e la fucilazione per tutti - la lapidaria risposta del sergente.
- Sergente…  - ancora Mario - come ti chiami?
- Mi chiamo…  chiamatemi Tom - fa sorridendo.

TAZZA - Che stanchezza leggere!

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