lunedì 19 settembre 2016

QUARK - Misteri e Leggende di Monte Malbe







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UN CADAVERE DI TROPPO
(Un Mistero irrisolto)






Un pomeriggio qualunque di un giugno ancora tiepido: quello del 2013, il giorno 28 per la precisione. Il Capo arriva alla Colonia Nuova con la sua solita puntualità e con il suo consueto metodo saluta nominalmente tutti i presenti (non è educazione: fa il primo sommario appello per controllare chi è assente). Poi passa all’abituale distribuzione del pasto e alla sua conclusione si siede sulla sua panchina preferita accendendo una sigaretta ed assumendo quel familiare sorriso ebete (ma i suoi occhi ci spiano per controllare se tutti siamo in forma o se qualcuno manifesta un qualsiasi problema).
Poi le altre abituali azioni: le solite, sempre scandite con i medesimi tempi. Sembra un automa. Ma non lo è: le azioni sono ripetute con la stessa cadenza per evitare dimenticanze.
Che palle ‘sto Capo!!!
Ma pure la giornata, sempre quel 28 giugno 2013, è decisamente incolore.
Si arriva all’atto finale, i saluti. Solitamente cumulativi (oramai il Capo ha preso mentalmente nota degli assenti) ma spesso si distrae e ci scappa l’errore fatale: salutare per nome un singolo gatto. Allora l’umano deve correre ai ripari e salutare singolarmente tutti i gatti ancora presenti (altrimenti ci offendiamo e lo puniamo con l’assenza il giorno successivo). E comincia allora la sequela delle benedizioni. Anche quel giorno, 28 giugno 2013.
Ciao WAFER! Ciao PALLUCCHINO! Ciao OFELIA! Ciao ORFEO! Ciao LITTO! Ciao ZORRO! Ciao TAZZA! (che aveva già salutato, ma non infieriamo) Ciao EMILIA!
Finalmente chiude il cancelletto della Colonia e si incammina mestamente coi piatti sporchi e i rottami del pasto alla sua Panda. Mette in moto e si dirige al piazzale per fare inversione e proseguire (“finalmente!” dice lui) verso casa sua.
Ma a metà manovra l’auto si ferma e il Capo esce trafelato. Lo vediamo chinarsi a terra, armeggiare dentro al portabagagli e di nuovo chinarsi a terra per poi sollevare un pacco che tristemente purtroppo conosciamo: un sacco mortuario. Pieno.
Parcheggia di nuovo sopra la Colonia e scende ansimante e ansioso.
Comincia a chiamare a gran voce: - ZORRO!!! ZORROOO!!! ZORROOOOOO!
- Un colpo di sole – commenta BAIOCCO.
- Il cielo oggi è velato e il sole non filtra nel bosco – lo corregge il precisino PALLUCCHINO.
- Ha fumato… - la replica di EMILIA.
- Comunque ZORRO non c’è – precisa lo sciocco PERONI, subito accorso nella speranza di un pasto bis.
- E’ vero! Manca ZORRO!
- Era qua! Dov’è andato?
Col Capo che continua ad ululare ai castagni – ZORROOO!!!! ZORROOOO!!!!
ZORRO è assente, ma al pasto c’era! Ne siamo tutti sicuri, Capo in primis.
Finalmente il nostro umano ci spiega la sua preoccupazione: - C’era il cadavere di un gatto bianco e nero sul piazzale. Appena investito, uguale… tale e quale a ZORRO! Ma l’ho salutato prima, come ha fatto a farsi investire tre secondi dopo? Controllate se sia qua in giro, presto!
Il gatto investito era la copia perfetta di ZORRO ma con un piccolo particolare discrepante: l’orecchio destro non spuntato, segno di gatto sterilizzato dai servizi ASL e segnale riconoscitivo dei gatti di Colonia. Però spesso può capitare che le veterinarie dell’ASL si dimentichino di asportare la piccola porzione di cartilagine, alcuni di noi sono stati sterilizzati dall’ASL ma hanno le orecchie intere (sicuramente è passata di mano qualche bustarella).
- ZORRO ha l’orecchio destro spuntato, vero!?! – chiede speranzoso il Capo, ma nessuno sa rispondere: che cazzo ce ne frega a noi delle orecchie degli altri!
Intanto continuano ad echeggiare i richiami al nostro collega bianco e nero, si affaccia pure l’istrice ODOACRE per chiedere di smetterla di fare tutto ‘sto casino che sua moglie CONCETTA sta facendo il pisolo.
E mentre PERONI stava già facendo complessi calcoli mentali per stabilire quanto spettasse pro-capite della razione alimentare del defunto ZORRO lo stesso esce da dietro la ceppara di un vecchio castagno con il rotolo di carta igienica in mano.
- Neppure cagare in pace si può più? – ammonisce il Capo – Che vuoi?
- ZORRO!!! Allora sei vivo!
Chi fosse quel gatto cadavere e come fosse capitato là e, soprattutto, come cappero si fosse fatto investire è uno dei tanti Misteri irrisolti di Monte Malbe.

P.S. ZORRO ancora sta a fare gli scongiuri dopo l’ultima esclamazione del Capo e quando va al suo cesso personale avverte almeno una dozzina di noi colleghi.
P.P.S. ZORRO ha l’orecchio destro regolarmente spuntato (è un gatto onesto).


ZORRO
- Io cadavere??? Ma andate a cag...!!!

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