domenica 7 gennaio 2024

20 anni di Colonia - Anche oggi si mangia!

 Non lo dicono più I Gatti di Monte Malbe perché sanno che comunque il pasto giornaliero in qualche modo arriva e ne possono usufruire.

Ma è sempre come se fossero digiuni da un mese e la prossima razione alimentare arriverà (forse) tra altri 30 giorni.

Alla Colonia Nuova la bramosia alimentare è stata debellata con anni di paziente servizio mensa, ora sono tutti impazienti, ma composti ai loro posti, ad aspettare che il rito quotidiano si svolga.

La Colonia della Scuola invece ricorda sempre quelle vecchie bistrattate colonie feline di strada di una volta, quando mangiare era un avvenimento unico, quasi da segnare sul calendario, e bisognava azzuffarsi con i colleghi per ingozzarsi di un boccone in più e sperare di resistere fino alla prossima distribuzione.

Una volta si mangiava poco e male, ora la qualità del cibo, pur trattandosi sempre di merda industriale, è migliorata, le visite sono costanti e gli orari di mensa quasi sempre puntuali.

Una volta c'era la fame, quella brutta, quella che se riuscivi a mangiare riuscivi pure a sopravvivere e a scansare le insidie della malnutrizione.

Oggi i randagi sono più fortunati: la maggiore disponibilità economica, la facilità di reperire cibo (sempre la famosa merda industriale) permette loro di affrontare l'immediato futuro con più tranquillità. 

Devono solo scansare i loro diretti pericoli: auto, predatori e gente malintenzionata e sperare che patologie letali non li colpiscano; potrebbero diventare quasi gatti immortali, ma prima o poi, il motore si usura e si rompe per sempre.

In tutte le colonie in cui ho messo mano ricordo la puntuale trepidante attesa dei gatti randagi che sperano nella tua visita con il cibo anche quel giorno, alla solita ora, magari con un cartoccio di pasta condita alla bellemeglio per sopravvivere altre 24 ore.

Poi ci siamo evoluti (devo capire ancora se in meglio o peggio) e il mercato ha cominciato a sfornare cibo pronto per gatti. Niente più piatti improvvisati ma comode scatolette di cibo umido in pasta o in bocconcini. Molto apprezzato dai randagi che ignoravano quella leccornia e pure dai gattari che evitavano di viaggiare con improvvisati fagotti oleosi e che sporcavo tutto.

Questi non sono naturalmente solo 20 anni di Colonia, ma 40 e anche 50!

Le famigerate scatolette hanno preso il sopravvento sul cibo domestico avanzato; avevano solo qualche difetto: non erano facilissime da trovare, non costavano poco per i tempi ed avevano bisogno di apposito attrezzo per essere aperte. L'apriscatole, lento, pericoloso per le mani, con i gatti che cercavano di aumentarne la velocità di utilizzo costringendoti ad utilizzarlo in posizioni assurde.

Poi le crocchette. Magici sassolini multicolori appetibili e molto graditi ai gatti che avevano la dentatura a posto, altrimenti era uno strazio, ma lì non serviva apriscatole e neppure le forbici.

Si è andato avanti sfruttando le comodità del progresso e ora come ora capisco pure che preparare cibo in casa per 100 bocche risulti una cosa non impossibile, ma estremamente complicata.

Dalle scartocciate di pasta avanzata e le pentole con le rifilature del baccalà bagnato, il polmone di maiale scottato e tritato, la trachea e ogni singolo avanzo della macellazione al Whiskas e alle Fit32 corrono anni luce. E' il progresso, si dice.

Ora veniamo al dunque: 20 anni di pasti in Colonia!



Gli asociali al pasto
BERETTA e ORTICHINO - Gennaio 2015


RALF e FLIPPER testimonial pubblicitari

Giugno 2022



Quando torna il Bundy è festa grossa!
Aprile 2017

 


La tavolata di quando eravamo ancora gatti poco educati

Settembre 2008


C'è chi anche si serve da solo!

Gennaio 2022


Piove, governo ladro!

Febbraio 2016


Ristoro per i nuovi arrivi UAFAI e NENA

Ottobre 2013



RALF e TAZZA 
Duello all'ultimo bocconcino
Aprile 2014

sabato 6 gennaio 2024

ANNUNCI & DEDICHE - L'estinzione delle Betulle

Anche l'ultimo delle Betulle, il rosso Lo SBIADITO, è sparito dai radar dopo che per due giorni aveva rifiutato il cibo. La fine che ha fatto è palese.

Si conclude così, in maniera tragica, l'esistenza delle Betulle, un gruppo di gatti familiare abbandonato o stabilitosi in una villa in vendita alle pendici di Monte Malbe.

Dopo la morte di uno dei fratellini, MICRO, recuperato in condizioni veramente critiche, l'ho subito definito un posto di merda, senza immaginare quello che poi sarebbe successo.

Lo sconforto, l'impotenza di rimediare a certe situazioni difficili che la vita ti pone davanti, ti fanno fermare e riflettere su mille domande che ti rimbalzano in mente. I Se, i Ma, i Forse, non cambiano più la situazione; ieri mi sono più volte ripetuto che è andata così perché era il volere della Natura: "Non si possono salvare tutti!" lo so benissimo, ma si possono evitare, con un minimo di attenzione, certi fatti.

La critica, non velata, è rivolta a chi sa e se ne frega di certi problemi, pensando solo al 27 del mese.

Questa "avventura" cambierà radicalmente il modus operandi con i gatti randagi, per rendergli più sicuro il proseguimento della loro, già disgraziata, vita. 

Quello che ti frega è la piccola componente emotiva che ancora ti porti dentro, malgrado decine di anni in cui hai avuto a che fare con i randagi, un mondo a parte dell'universo felino; non assimilateli ai gatti domestici, hanno mille e più problemi da risolvere e milioni di insidie da schivare nel loro cammino: basta un attimo e non ci sei più.

Resta il fatto che un'intera famiglia è stata sterminata dall'incuria, la superficialità e la malafede di chi dovrebbe essere dalla parte dei deboli e aiutarti a migliorare le loro precarie condizioni di vita. 

Resta il fatto che, ancora, non si riescono a vincere battaglie contro certe patologie. E' la terza volta, appurata, che combatto contro la Parvo. Ho beccato un sonoro e pesantissimo 3 - 0, stile Italia contro la Polonia alla finale degli Europei di pallavolo del 2023. La Parvo è ancora troppo forte, non solo per me. 

Ma ora so come comportarmi per rimettere a posto le cose, sempre pregando di non essere stato vettore inconsapevole per le altre situazioni che gestisco. 

Ieri è stato l'ultimo giorno di visita alle Betulle, soprattutto per cercare di portare via l'ultimo scampato al massacro, neppure in questo ho avuto fortuna; forse è già morto o agonizzante, ben nascosto ed impotente a rispondere.

Rimangono laggiù due ospiti che si erano aggregati, due maschi adulti YUKI e PANTALONE, uno addirittura castrato. Sono vissuti anni laggiù, prima della mia comparsa di cui hanno subito approfittato come benefico distributore di cibo. Laggiù rimarranno, se la sono cavata per anni senza di me e proseguiranno. Sono probabilmente già infetti pure loro, anche se asintomatici, e non posso rischiare di spostarli.

Un silente pensiero alla famiglia di BETULLA e un poderoso "In bocca al lupo" ai due scampati.

E' un'altra battaglia persa, mi dico da ieri, una delle troppe, e sicuramente tante altre ne dovrò perdere, ma la guerra ancora si può combattere, quella non è mai persa, anche se so benissimo che non si vincerà mai.

Il gioco al massacro, chiama...

(P.S. Ho provveduto a spostare la cartella BETULLE nella sezione Deceduti dell'archivio fotografico, non senza rimpianti, anche se 2 dei 3 piccoli tirati via da quel posto stanno crescendo alla Reggia. Questa l'unica, magra, consolazione)



La Famiglia BETULLA quando era felice ed inconsapevole della catastrofe che si stava per abbattere su loro.
Quanto fa male rivedere questa foto...

venerdì 5 gennaio 2024

giovedì 4 gennaio 2024

ARRIVI & PARTENZE - BETULLINO

 Non ce l'ha fatta il piccolo a sopravvivere alla Parvo.

L'altra notte si è arreso spegnendo le poche residue speranze di salvarlo.

Rimane una profonda tristezza in fondo al cuore, la consapevolezza di essere impotenti a certe prove che la vita felina ti mette davanti e una camera da bonificare in maniera sistematica per evitare che la Parvo, oramai entrata alla Reggia, si diffonda continuando la sua opera di morte.

Non è stata una bella esperienza e, ieri, non è stata una bella giornata; ogni tanto la mente ritornava agli ultimi sguardi di BETULLINO che implorava aiuto per combattere qualcosa che lui non conosceva.

Sicuramente una pagine più tristi de I Gatti di Monte Malbe, forse già l'ho scritto in altre occasioni, forse lo scriverò, purtroppo, ancora, ma il fatto mi ha segnato e costretto a ripensare a molte cose. 

Forse domani farò un post al riguardo, forse...

Addio BETULLINO, ci ho sperato tanto, mi sono illuso e invece vai a raggiungere la mamma e gli altri fratellini deceduti. Ho provato a fare quello che sapevo e potevo, scusami se non ci sono riuscito.

Tanto tempo fa una saggia persona mi disse di prepararmi a mandare giù tanti di quei rospi da non immaginare.

Gli risposi con una domanda: "Non ci sia abitua mai?"

"No, ma col tempo scendono più veloci!" la risposta.

Non credo che scenderai tanto velocemente...



Le ultime ore di BETULLINO


mercoledì 3 gennaio 2024

COME ERAVAMO - ECCOLA

- Ufff! A me non hai mai fatto un post storico! E sì! Che oramai ci conosciamo da anni!

- Questa la lamentela di ECCOLA, per troppo tempo ignorata nel suo passato.

La accontentiamo:

ECCOLA fa parte del gruppo de I Morti di Fame, ex Colonia di Monte Malbe residente alla Villa. 

Ex Colonia perché oramai la Colonia non c'è più, era un gruppo familiare compatto, consanguinei tutti tranne lei.

Col tempo, le patologie e la vecchiaia sono spariti tutti e si sono riuniti lassù, nel cielo, da qualche parte.

Ricorderete i vari CALIMERO, FRAK, la SECCACCIA e i trasferiti alla Reggia per le loro difficoltà NONNI e PAGNOTTINA. Ce n'erano anche un paio di cui non ricordo il nome.



Ottobre 2017
Prima foto ufficiale del gruppo de I Morti di Fame

ECCOLA non era figlia di una di loro, ECCOLA è arrivata con degli inquilini che hanno poi dovuto lasciare il posto, come tutti gli altri umani, e la hanno lasciata con quel gruppo di gatti con cui aveva legato. ECCOLA è l'unico abbandono che ho conosciuto da I Morti di Fame.

Probabilmente le hanno fatto un piacere lasciandola in quello che ha sempre considerato il suo territorio.



ECCOLA (a dx) con PAGNOTTINA e CALIMERO
Gennaio 2019

In due occasioni ho provato a trasferirla, una volta alla Colonia Nuova, distante alcune centinaia di metri, e una volta alla Reggia ma non c'è stato nulla da fare; ECCOLA vuole stare alla Villa.



ECCOLA alla Colonia Nuova
Giugno 2022

E lì è tornata, ora è soddisfatta e riceve giornalmente una visita per l'alimentazione e 5 minuti di chiacchiere.


"Capo, è qui che io voglio stare!"

Ne ha viste di storie nella sua vita in quel posto, vorrei me le raccontasse!

L'ho conosciuta per la prima volta nel 2017, capitando lì per caso alla ricerca di UAUEI (che ora sta al Maneggio). Mi stupì la fame e la voracità di quel gruppo unito di gatti che sapevo già tutti sterilizzati e infatti non ho avuto bisogno di operare in quel senso. Per qualche mese li abbandonai, sapendo che c'era già chi li nutriva. Poi, a distanza di un anno, ci tornai, ancora per caso, e mi accorsi che la situazione non era per niente rosea per loro. Le visite per il cibo erano più rare che la pioggia d'estate. Posi rimedio e li inserii nei miei giri e da allora si creò un legame indissolubile anche con loro.

ECCOLA è la superstite di tutti, dovrebbe avere una decina di anni e la voglia di viverne altri 10 lassù.

Ciao ECCOLA, ti ho accontentato, tra un paio di ore ci vediamo con il pasto!



"Bravo! Sii puntuale, eh!?"

martedì 2 gennaio 2024

TEMPI DURI - Il cataclisma

 Un cataclisma si è abbattuto sulle Betulle in questa fine 2023.

L'inizio, non compreso, è stato lo strano comportamento di Mamma BETULLA dopo la sua sterilizzazione: inappetenza e letargia. Ho sottovalutato il problema pensando ad una reazione di stress post operazione, invece...

Dopo pochi giorni è il turno di ARCIBALDA, l'altra femmina, non ancora sterilizzata, che ha saltato il pasto, pur essendo presente. Il campanello di allarme si è subito acceso, ma ARCIBALDA è un'inafferrabile.

Dopo altri due giorni l'ho ritrovata cadavere sotto al portico dove i gatti consumano il pasto. Il campanello di allarme si è trasformato in una sirena spiegata.

Altri due giorni ed è stato il turno del piccolo BETULLINO a dare segni simili. Si è riusciti a catturarlo e a spostarlo alla Reggia in osservazione.

La visita dalla veterinaria ha rilevato il contagio da parvovirosi.

Subito sotto terapia ora BETULLINO sta ancora combattendo il letale morbo: esistono pochi margini di ottimismo, anche se dopo ben 5 giorni il piccolo è ancora vivo.

Ieri anche l'ultimo della famiglia ha mostrato sintomi simili, sfuggendo alla cattura. Nulla di buono.

Questo 2024 non poteva cominciare in modo peggiore e ora bisogna assolutamente catturare Lo SBIADITO, il gatto restante, per sottoporlo a terapia, sperando di essere ancora in tempo.

Il morbo è letale, l'ottimismo sotto le scarpe, anche se BETULLINO sono 5 giorni che resiste. E' successo l'irreparabile: probabilmente BETULLA lo aveva già in incubazione e con l'operazione di sterilizzazione è esploso, contagiando tutti gli altri.

Speriamo in un mezzo miracolo, cioè salvarne almeno 2 su 4, e monitorare attentamente gli altri due estranei adulti che vengono alle Betulle ad usufruire del servizio mensa.

Poi, cosa di non secondaria importanza, mi sono portato alla Reggia la gastroenterite e con altre 3 piccole, non ancora vaccinate, c'è da stare più che attenti con le precauzioni.

Peggio di così non poteva cominciare l'anno. C'è solo da sperare nella collaborazione dei gatti rimasti e di tanto, ma stavolta tanto, culo per non far diventare la Reggia un posto di morte.


Quando le Betulle erano ancora un posto tranquillo

a sinistra la deceduta ARCIBALDA

poi Lo SBIADITO, il gatto che deve essere catturato,

la grigia Mamma BETULLA, scomparsa

e BETULLINO, in cura alla Reggia



lunedì 1 gennaio 2024

COMPLEANNI - CICALINA

 Primo compleanno dell'anno, per CICALINA, la mezza neurologica abbandonata in Colonia il 2 gennaio 2017. Fanno 7 per la mezza siamese, mezza birmana, mezza storta, mezza abitante della Reggia divisa con il fosso. CICALINA Twist sculetta qua e là spiccando balzi prodigiosi quando deve chiedere la sua razione di umido. Gatta schiva con i suoi simili, molto sociale con gli umani, in cerca perenne di coccole e amica fraterna degli altri animali del bosco. Per anni ha diviso il suo posto alla Reggia con il recinto della capretta del vicino, sua grande amica.

Auguri CICALINA, e che il 2024 ci porti non altri gatti abbandonati e bisognosi ma un poco di sano culo!



CICALINA
Storta anche quando sta seduta