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| SILVIOTTO tra i settembrini |
La storia de I Gatti di Monte Malbe, due bande di felini semirandagi che hanno adottato un umano in cambio della loro sussistenza giornaliera. (Vai a Presentazione)
sabato 27 settembre 2014
venerdì 26 settembre 2014
SPULCIANDO...
LA CUCCIA DEL CAPO
Spulciando nel web ieri sera mi sono imbattuto in una foto
che ha attirato la mia attenzione.
Due micetti sopra un muretto incuriositi dai complimenti di
una ragazza.
Non conosco la ragazza, non ho riconosciuto i micetti ma il
muretto era inequivocabilmente quello sopra al giardinetto della Colonia
Vecchia. Col telefonino ho provato ad ingrandire l’immagine ma ne peggioravo
sensibilmente la qualità. Il tarlo del dubbio stava scavando pericolosamente
dentro di me: chi cappero erano quei due gattini?
Per un attimo ci ho riconosciuto MINA e RINGO, due dei
famosi 4 del Perdono abbandonati i primi di agosto scorso. Però mi sembrava
strano; quando li ho trovati stavano vicino all’imbocco del sentiero che scende
alla casetta.
Sono passato al computer, ho ritrovato la foto e sono
andato al link originario.
Parla di una passeggiata effettuata a Monte Malbe il 3 di
agosto: i conti tornano!
Poi ho trovato altre foto dei piccoli.
Eccoli qua tutti
insieme appassionatamente!
Ancora MINA e RINGO
RINGO che si è
accomodato mentre FOSCO si gonfia
RINGO ha appena
adottato la ragazza
Queste foto sono state scattate poche ore prima del mio
ritrovamento.
Ergo: sono diventati famosi ancora prima di essere arruolati
tra I Gatti di Monte Malbe.
Un’ultima considerazione: ma perché non mi abbandonano mai
in Colonia giovani fanciulle invece di quei sacchi di pulci sempre affamati?
giovedì 25 settembre 2014
mercoledì 24 settembre 2014
martedì 23 settembre 2014
D-DAY (QUINDICI GIORNI DOPO): PERCENTUALMENTE PARLANDO
DIARIO DI BORDO
Potrei raccontarvi un mucchio di cazzate, come fanno i
telegiornali e il governo riguardo al PIL. Ora si sono inventati che anche le
attività illegali vanno assommate alla ricchezza prodotta dallo stato! Per cui, ragazzi, aiutiamo la nazione andando
a puttane e tirando coca dalla mattina alla sera! E anche l’evasione fiscale è
compresa nel prezzo! Alè! Tutti evasori per bene della Patria!Certo che… se ci
inseriscono anche le mazzette del 15% che prende la politica per gli appalti
delle inutili e faraoniche opere siamo a cavallo! Bruciamo India, Cina ed ogni
insignificante pianeta della galassia!
Ma non parliamo di politica, che il nostro lettore potrebbe non
gradire (echissenefrega! aggiunge BAIOCCO).
Dicevamo delle cazzate che potrei raccontarvi, ma noi Gatti
di Monte Malbe siamo felini onesti (escluso INTREPIDO), godiamo di un governo
regolarmente eletto dagli aventi diritto al voto e le riforme fondamentali non
le contrattano a tavolino un manipolo di pregiudicati!
Ma non parliamo di politica, che il nostro lettore
potrebbe non gradire.
Dicevo: percentualmente parlando siamo al 50%. Una
catastrofe, secondo il commento del Capo.
Degli otto (8) micetti abbandonati nelle due ondate di fine
settimana ne sono rimasti in Colonia solo 4.
Fossero stati gatti adulti, come sostiene ancora il Capo,
sarebbe stato un grosso successo ma l’età dei novelli abbandonati variava dalle
4 settimane scarse ai tre mesi abbondanti. I piccoli, soprattutto se in gruppo,
tendono a fermarsi in Colonia o nelle immediate vicinanze attratti dal cibo e
dalla curiosità per gli altri gatti che
ci vivono.
Invece in quattro sono spariti. Il piccolissimo bianco e
rosso è probabilmente diventato subito cibo per volpi, la sorella di SCHIZZETTO
si è affacciata un paio di volte, poi è scomparsa nel nulla. L’altra tigrata,
la più adulta, si è vista solo il giorno dell’abbandono, così pure il cucciolo
bianco e rosso a strisce avvistato per
qualche istante poi volatilizzatosi.
Sono rimasti il già nominato SCHIZZETTO (due mesi),
l’amico rosso QUARK (3 mesi) e i due fratellini dell’ultima ondata, POLVERE e
AGOSTINO (un mese).
Sono stati accettati dai residenti della casetta e la notte,
ma anche il giorno, dormono là dentro.
A noi i freddi numeri non interessano, badiamo al lato umano
(pardon, felino) della questione e, comunque, per noi è un grosso successo.
Quattro giovanotti da tirare su sani e robusti e con lo
spirito collettivo e partecipativo della Colonia!
BENVENUTI!
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| ORFEO insegna a riconoscere le piante a SCHIZZETTO |
lunedì 22 settembre 2014
sabato 20 settembre 2014
CAT'S STORY
PIPU
20 maggio 2012, domenica.
C’è la consueta Messa pomeridiana alla chiesa del convento e
il solito gattaro si appresta a riempire la tanica dell’acqua alla fontanella
per i randagioni della Colonia.
Mentre aspetta lancia l’abituale richiamo per gattini
piccoli; vuole controllare se ce ne fosse qualcuno abbandonato di fresco.
Solitamente al richiamo rispondono ghiandaie, merli,
INTREPIDO e anche cani di piccola taglia, ma stavolta la risposta è quella
temuta: specie animale, razza felina, età poche, molte poche settimane.
Lo individua subito, è dentro al locale con le grate sopra
ai dormitori della Colonia Vecchia, ma non è visibile.
Il nostro gattaro è attrezzato all’evenienza con piccolo
specchio che infila tra le grate e scandaglia ogni remoto angolo come il sonar
di un sommergibile.
Lo vede: piccolo, piccolissimo, bianco e nero. Strilla come
un’aquila.
Cerca di raggiungerlo con la mano ma non ci riesce. La sua
preoccupazione è doversi abbassare a chiedere ai frati di farlo entrare nel
convento e aprirgli la porta del locale.
Il piccolo è sveglio, però. Si attacca al mignolo e comincia a succhiarlo. Qualche contorcimento e due dita della mano del
gattaro lo afferrano per la testa e lo tirano fuori da quella prigione.
“Cazzo! E’ tutta testa!” il commento irriverente del
salvatore che sta già pensando di battezzarlo TUTTATESTA.
Ma la provvidenza ci mette una pezza e l’ipotesi è scartata.
“PIPU!” l’esclamazione del gattaro “Ti chiamerò PIPU!”
“Veramente preferirei TUTTATESTA” la replica del piccolo
bianco e nero.
E PIPU fu.
Fu allattato amorevolmente dal gattaro (col biberon, eh!),
poi svezzato.
Alla quarta polo che gli aveva distrutto ciucciandogli il
colletto PIPU fu estromesso dalla Reggia e relegato nel garage con la truppa.
Il trauma non venne mai superato.
Ancora oggi PIPU passa le giornate davanti al finestrone
della vicina (quella di TEMPESTINA) ad elemosinare una ciotola di Sheba. Poi
torna davanti al finestrone della Reggia ad elemosinare una ciotola di Gourmet
Gold (qualsiasi gusto va bene). Infine torna nel garage della truppa ad
elemosinare una ciotola di Whiskas (possibilmente pesce).
E’ diventato quadrato a forza di elemosinare e ricevere ma
ancora nutre un profondo affetto per il gattaro salvatore. Ogni volta che lo
chiama urlando nel bosco lui comincia a miagolare come un antifurto impazzito e
corre dal suo umano, sperando che lo chiami per elargirgli una ciotola di pollo
arrosto a tocchetti.
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| PIPU con l'espressione contrita da perfetto questuante |
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