venerdì 26 settembre 2014

SPULCIANDO...





LA CUCCIA DEL CAPO





Spulciando nel web ieri sera mi sono imbattuto in una foto che ha attirato la mia attenzione.
Due micetti sopra un muretto incuriositi dai complimenti di una ragazza.
Non conosco la ragazza, non ho riconosciuto i micetti ma il muretto era inequivocabilmente quello sopra al giardinetto della Colonia Vecchia. Col telefonino ho provato ad ingrandire l’immagine ma ne peggioravo sensibilmente la qualità. Il tarlo del dubbio stava scavando pericolosamente dentro di me: chi cappero erano quei due gattini?
Per un attimo ci ho riconosciuto MINA e RINGO, due dei famosi 4 del Perdono abbandonati i primi di agosto scorso. Però mi sembrava strano; quando li ho trovati stavano vicino all’imbocco del sentiero che scende alla casetta.
Sono passato al computer, ho ritrovato la foto e sono andato al link originario.


Parla di una passeggiata effettuata a Monte Malbe il 3 di agosto: i conti tornano!
Poi ho trovato altre foto dei piccoli.
        
   Eccoli qua tutti insieme appassionatamente!

Ancora MINA e RINGO

RINGO che si è accomodato mentre FOSCO si gonfia

RINGO ha appena adottato la ragazza

Queste foto sono state scattate poche ore prima del mio ritrovamento.
Ergo: sono diventati famosi ancora prima di essere arruolati tra I Gatti di Monte Malbe.
Un’ultima considerazione: ma perché non mi abbandonano mai in Colonia giovani fanciulle invece di quei sacchi di pulci sempre affamati?

mercoledì 24 settembre 2014

martedì 23 settembre 2014

D-DAY (QUINDICI GIORNI DOPO): PERCENTUALMENTE PARLANDO





DIARIO DI BORDO





Potrei raccontarvi un mucchio di cazzate, come fanno i telegiornali e il governo riguardo al PIL. Ora si sono inventati che anche le attività illegali vanno assommate alla ricchezza prodotta dallo stato!  Per cui, ragazzi, aiutiamo la nazione andando a puttane e tirando coca dalla mattina alla sera! E anche l’evasione fiscale è compresa nel prezzo! Alè! Tutti evasori per bene della Patria!Certo che… se ci inseriscono anche le mazzette del 15% che prende la politica per gli appalti delle inutili e faraoniche opere siamo a cavallo! Bruciamo India, Cina ed ogni insignificante pianeta della galassia!
Ma non parliamo di politica, che il nostro lettore potrebbe non gradire (echissenefrega! aggiunge BAIOCCO).
Dicevamo delle cazzate che potrei raccontarvi, ma noi Gatti di Monte Malbe siamo felini onesti (escluso INTREPIDO), godiamo di un governo regolarmente eletto dagli aventi diritto al voto e le riforme fondamentali non le contrattano a tavolino un manipolo di pregiudicati!
Ma non parliamo di politica, che il nostro lettore potrebbe non gradire.
Dicevo: percentualmente parlando siamo al 50%. Una catastrofe, secondo il commento del Capo.
Degli otto (8) micetti abbandonati nelle due ondate di fine settimana ne sono rimasti in Colonia solo 4.
Fossero stati gatti adulti, come sostiene ancora il Capo, sarebbe stato un grosso successo ma l’età dei novelli abbandonati variava dalle 4 settimane scarse ai tre mesi abbondanti. I piccoli, soprattutto se in gruppo, tendono a fermarsi in Colonia o nelle immediate vicinanze attratti dal cibo e dalla curiosità per gli  altri gatti che ci vivono.
Invece in quattro sono spariti. Il piccolissimo bianco e rosso è probabilmente diventato subito cibo per volpi, la sorella di SCHIZZETTO si è affacciata un paio di volte, poi è scomparsa nel nulla. L’altra tigrata, la più adulta, si è vista solo il giorno dell’abbandono, così pure il cucciolo bianco e rosso a strisce avvistato per qualche istante poi volatilizzatosi.
Sono rimasti il già nominato SCHIZZETTO (due mesi), l’amico rosso QUARK (3 mesi) e i due fratellini dell’ultima ondata, POLVERE e AGOSTINO (un mese).
Sono stati accettati dai residenti della casetta e la notte, ma anche il giorno, dormono là dentro.
A noi i freddi numeri non interessano, badiamo al lato umano (pardon, felino) della questione e, comunque, per noi è un grosso successo.
Quattro giovanotti da tirare su sani e robusti e con lo spirito collettivo e partecipativo della Colonia!

BENVENUTI!

ORFEO insegna a riconoscere le piante a SCHIZZETTO

sabato 20 settembre 2014

CAT'S STORY





PIPU






20 maggio 2012, domenica.
C’è la consueta Messa pomeridiana alla chiesa del convento e il solito gattaro si appresta a riempire la tanica dell’acqua alla fontanella per i randagioni della Colonia.
Mentre aspetta lancia l’abituale richiamo per gattini piccoli; vuole controllare se ce ne fosse qualcuno abbandonato di fresco.
Solitamente al richiamo rispondono ghiandaie, merli, INTREPIDO e anche cani di piccola taglia, ma stavolta la risposta è quella temuta: specie animale, razza felina, età poche, molte poche settimane.
Lo individua subito, è dentro al locale con le grate sopra ai dormitori della Colonia Vecchia, ma non è visibile.
Il nostro gattaro è attrezzato all’evenienza con piccolo specchio che infila tra le grate e scandaglia ogni remoto angolo come il sonar di un sommergibile.
Lo vede: piccolo, piccolissimo, bianco e nero. Strilla come un’aquila.
Cerca di raggiungerlo con la mano ma non ci riesce. La sua preoccupazione è doversi abbassare a chiedere ai frati di farlo entrare nel convento e aprirgli la porta del locale.
Il piccolo è sveglio, però. Si attacca al mignolo e comincia a succhiarlo. Qualche contorcimento e due dita della mano del gattaro lo afferrano per la testa e lo tirano fuori da quella prigione.
“Cazzo! E’ tutta testa!” il commento irriverente del salvatore che sta già pensando di battezzarlo TUTTATESTA.
Ma la provvidenza ci mette una pezza e l’ipotesi è scartata.
“PIPU!” l’esclamazione del gattaro “Ti chiamerò PIPU!”
“Veramente preferirei TUTTATESTA” la replica del piccolo bianco e nero.
E PIPU fu.
Fu allattato amorevolmente dal gattaro (col biberon, eh!), poi svezzato.
Alla quarta polo che gli aveva distrutto ciucciandogli il colletto PIPU fu estromesso dalla Reggia e relegato nel garage con la truppa.
Il trauma non venne mai superato.
Ancora oggi PIPU passa le giornate davanti al finestrone della vicina (quella di TEMPESTINA) ad elemosinare una ciotola di Sheba. Poi torna davanti al finestrone della Reggia ad elemosinare una ciotola di Gourmet Gold (qualsiasi gusto va bene). Infine torna nel garage della truppa ad elemosinare una ciotola di Whiskas (possibilmente pesce).
E’ diventato quadrato a forza di elemosinare e ricevere ma ancora nutre un profondo affetto per il gattaro salvatore. Ogni volta che lo chiama urlando nel bosco lui comincia a miagolare come un antifurto impazzito e corre dal suo umano, sperando che lo chiami per elargirgli una ciotola di pollo arrosto a tocchetti.

PIPU con l'espressione contrita da perfetto questuante