sabato 25 ottobre 2014

ANNUNCI & DEDICHE

MELINA DA ADOTTARE!


Non c’è verso di portarla alla casetta, si ostina a stare in qualche precedente tana della Colonia Vecchia.
- Troppi gatti! – ha detto – Io ero una micia di casa, coccolata, grassa (lo sono tutt’ora) e, soprattutto: l’unica micia di casa. Non sono abituata ad altri simili, anzi li scanso accuratamente! –
Per questi fermi e validi motivi ho escluso il trasferimento di MELINA alla Reggia. Troverebbe più gatti che alla casetta e andrebbe ad incrinare equilibri sempre più precari tra i residenti.
Urge perciò trovare un’adeguata collocazione a MELINA.
Una splendida gatta simil certosina, un poco obesa, sui 6, 7 anni di età, forse già sterilizzata (da controllare tramite rasatura), socievole con gli umani e desiderosa di coccole (più che di cibo).
La sistemazione ideale sarebbe in casa con giardino, senza altri quadrupedi domestici, lontano da vie trafficate e con umani bisognosi del contatto felino. Ma solo in zona Perugia.
MELINA, per ora proviamo questa strada poi… vedremo.

Per chiarimenti o richieste: 338-6922685

venerdì 24 ottobre 2014

CHEESE! Scatti felini a Monte Malbe

CANNIBALE
- Stanotte ricordatevi di spostare indietro di un'ora le lancette degli orologi,
dormite un' ora in più e lasciatemi dormire un'ora in più! -

MISSION FAILED





DIARIO DI BORDO





Eravamo, come al solito, ad aspettarlo in cima al sentiero che porta alla casetta e lungo la strada di ingresso al convento. La pungente tramontana cominciava a pelarci e anche le nostre pulci si erano messe il maglioncino. Un’auto ci è passata accanto, lentamente, con due individui che ci scrutavano con estrema attenzione.
- Cazzo vogliono questi? – ha subito commentato la scorbutica PRIMULA, mentre LITTORINA mostrava con nonchalance il dito medio della zampa anteriore destra. Solo l’onnivoro RALF sperava fossero dei nuovi benefattori carichi di prelibatezze gastronomiche.
Sono andati avanti, tornati indietro lentamente, sempre osservandoci, e se ne sono andati.
Niente prelibatezze e, soprattutto, niente nuovi disgraziati buttati come vecchi giocattoli o rotture di coglioni varie.
Due minuti dopo è arrivato!
Il Capo in Panda rossa con le varie sporte e secchi di cibo.
- Si mangia!!! – ha ululato il solito RALF.
Ma dietro a lui ancora l’auto di prima che, stavolta, parcheggia.
- Forse sono dei possibili adottanti! – pregano i due piccoli POLVERE e AGOSTINO, mentre cominciano a ripulirsi il pelo per fare bella figura.
Scendono tutti dalle rispettive auto e, dopo averci rivolto un veloce saluto il Capo ci rassicura – Arrivo subito! – Si sono diretti tutti insieme, parlottando, verso la Colonia Vecchia.
Siamo rimasti interdetti e curiosi: chi sono e cosa vogliono quelli?
Naturalmente almeno 20, 25 di noi li hanno seguiti fino al giardinetto della Colonia Vecchia.
Il Capo ha lanciato il suo richiamo raccogligatti sbandati e dal profondo della ex vigna del convento il solito CREMINO ha risposto col suo inconfondibile miagolio.
- Cazzo! – ha commentato NENA – Vengono a prendere quel rompicoglioni di CREMINO!
- Era ora! – EMILIA.
Invece no. E’ comparsa subito MELINA, l’ultimo arrivo in ordine di tempo, affamata e desiderosa, come al solito di coccole. Ma appena ha visto lo stuolo di gatti al seguito ha soffiato a tutti e si è rifugiata dentro al locale con le grate e gli umani le si sono avvicinati parlando e coccolandola.
Lo sconcerto ha riempito le espressioni dei felini presenti: come, è arrivata da tre giorni e già ha trovato casa?
Ipotesi non valida, dopo quattro carezze e qualche commento gli umani si sono salutati e il Capo ha preso armi e bagagli e ci ha convocati per l’agognato pasto.
Finito di distribuire i piattini, mentre cambiava l’acqua alle ciotole mi ha sussurrato: - Peccato…
Con un cenno del muso gli ho chiesto spiegazioni.
- Ho letto un annuncio su Facebook dove avevano smarrito una gatta molto simile a MELINA a Capocavallo, qua sotto. Pensavo e speravo si trattasse di lei, invece non è la MOLLY che quella coppia stava ricercando – ha detto.
- Capito… mi apri un’altra bustina di pranzetti?
Mentre la apre e me la versa sul piatto, scansando a calci il solito mortodifame RALF, aggiunge: - Comunque bisogna trovare una soluzione per quella gatta; non può rimanere là. Qui alla casetta ha fatto capire di non voler venire, siete in troppi e lei era una gatta di casa, l’unica e non abituata ad altre presenze di simili. Al giardinetto è in balia di pericoli che non conosce, cani con padroni stupidi e frati idioti. Almeno seguisse CREMINO!
Mica è scema! Ho pensato tra me.
- Comunque – ha aggiunto, mentre RALF riusciva ad arpionare il mio piatto e papparsi gli avanzi, - la missione è fallita. Ora proveremo con un’improbabile adozione.
- Giusto, Capo! Ne è avanzata un’altra di quelle bustine?

MELINA consuma il suo pasto quotidiano

martedì 21 ottobre 2014

LE NOSTRE FOTO (segnaletiche)

QUESTURA DI PERUGIA


NOME - UEBI
SESSO - M (sterilizzato)
ETA' - Classe 2009 (Adottato e deceduto per insufficienza renale)
RESIDENZA - Reggia di Monte Malbe
PROFESSIONE - Custode della casa della vicina del Capo
MANTELLO - Bianco-Rosso pelo corto
OCCHI -Due (gialli)
ZAMPE - Quattro
CODA - Sì (bianco-rossa)
CARATTERE - Socievole 
INTERESSI - La vicina del Capo
SEGNI PARTICOLARI - Frequenti stomatiti

CHEESE! Scatti felini a Monte Malbe

ONCIA
-Capo, è vero che il governo darà 80 Euro al mese
anche ai micetti simpatici e a basso reddito?-

lunedì 20 ottobre 2014

L'INVOLUZIONE DELLA SPECIE





DIARIO DI BORDO





Oggi parliamo di quello che taluni umani definiscono ‘sport’ venatorio.
La definizione è impropria, sintomo di ignoranza culturale radicata in famiglia; si definisce sport la competizione, di singolo o squadra, contro avversari che abbiamo la stessa capacità e possibilità di competere.
Ora, spiegatemi come si possa definire ‘sport’ lo sparare a degli uccellini o altri animaletti che possono contare solo sul loro istinto di sopravvivenza –neppure sull’esperienza-.
In fondo alla scala di questi rumorosi e vigliacchi ‘sportivi’ troviamo una categoria ben definita: i cacciatori al cinghiale, definiti dispregiativamente cinghialari.
Il cinghialaro è un proto essere umano, uno che al momento dell’evoluzione della specie era assente perché non sapeva leggere le indicazioni per raggiungere il luogo di raccolta.
Ignorante di natura –e per istruzione-, incivile, ancora più vigliacco dei suoi colleghi, maleducato e insufficientemente intelligente (ma era sottinteso) ama radunarsi in numerosi gruppi di simili, dotandosi di ogni mezzo lecito ed illecito per agevolare la sua vittoria e scansando accuratamente il contatto con l’avversario, si circonda di sofisticati mezzi tecnologici e di cani –loro devono fare il lavoro sporco al posto dell’incapace- per dimostrare al resto dell’umanità che non tutti gli uomini sono venuti perfetti.
Dopo questa lunga –ma necessaria- prefazione giungo al nocciolo della questione.
Oramai abbiamo tristemente appurato che gli esseri umani privi di apparato intellettivo sono ben più dei cinghialari!
Non mi riferisco ai soliti padroni stupidi di cani molto più intelligenti di loro, ma a chi permette ai cinghialari di cacciare in zone antropizzate e frequentate da persone civili.
Nel caso specifico mi riferisco a Monte Malbe. Come è possibile che anche due squadre di deficienti armati si impossessino contemporaneamente di vaste aree del monte per sfogare i loro istinti primordiali?
Chi è l’idiota capo che dà a loro il permesso di poter sparare in mezzo a case, ville, agriturismi e sentieri frequentati da persone e famiglie a passeggio, o in cerca di funghi e castagne, o col cane per una sgambatina oppure in mountain bike?
Chi sono questi idioti?
I Sindaci per primi, un paio: l’imberbe sindaco di Corciano e il sindaco fantasma di Perugia.
Poi si scopre che la regione Umbria ha pure un’assessore alla caccia (donna, e la cosa mi stupisce).
Inoltre mi domando il perché, la regione verde d’Italia, la terra di San Francesco abbia bisogno di un assessore alla caccia, casomai un assessore per vietare la caccia!
- Votano! – puntualizza l’onnipresente PALLUCCHINO, oramai diventato il mio assistente spirituale per ‘Il Diario di Bordo’.
- Come votano? – domando.
- I cacciatori votano – chiarisce il Prof. – Hanno diritto di voto alle elezioni politiche di ogni tipo, cinghialari compresi.
- Non  capiscono un cazzo e possono votare? Non lamentatevi poi se siete ridotti così…
- Citando il Capo: ‘Non sono contro la caccia, ma se venissero sterminati tutti i cacciatori l’umanità potrebbe continuare la sua evoluzione.’

La dolcissima SCIRE' scomparsa il giorno di apertura della caccia al cinghiale
con una battuta proprio sotto la Colonia Nuova