VENTO e PACCOLINO
Colonia Vecchia - Agosto 2009
La storia de I Gatti di Monte Malbe, due bande di felini semirandagi che hanno adottato un umano in cambio della loro sussistenza giornaliera. (Vai a Presentazione)
La Befana si è portata via POLVERE.
Insufficiente renale cronico, che già a metà novembre l'ASL ci aveva messo una pesante toppa, in 10 settimane di Reggia aveva riacquistato vigore e vitalità. Poi una nuova crisi renale e in 36 ore si è rimangiato tutto il capitale, con gli interessi.
Un gatto schivo, poco sociale, come il fratellino AGOSTINO compare di abbandono alla Colonia Nuova a settembre 2014; per sempre porterò l'immagine di quei due scriccioli tigrati e diffidenti che scelsero una ceppaia di castagno come cuccia, per trasferirsi poi nella calda protezione della casetta insieme ai gatti adulti.
Settembre 2014
il primo giorno di Colonia di
POLVERE e AGOSTINO
AGOSTINO sparì misteriosamente dopo pochi mesi dalla sterilizzazione e POLVERE rimase solo con gli altri piccoli abbandonati in Colonia.
Una vita tranquilla fino ai problemi renali, poi il crollo in pochi mesi.
Domani lo seppellirò nel cimitero degli animali alla Reggia e insieme a lui se ne andrà un altro piccolo pezzo di me; anche se schivo, sei anni insieme sono sempre sei anni. Comincio ad essere stufo di perdere pezzi, ancora non ci ho fatto il callo.
Ciao POLVERE, oggi ti ho salutato gli ex colleghi alla Colonia!
POLVERE alla Colonia Nuova
Aprile 2016
Una storia lunga, che ancora continua a Monte Malbe, quella della Dinastia CICI.
Una storia che dovrò necessariamente dividere in 2 o più parti.
CICI (diminutivo di CINESINA) era una gattina di un paio di mesi recuperata insieme alla sorella PANDINA e al fratello RANOCCHIETTO in un posto maledetto, poco sopra la Colonia, che nel tempo ha regalato solo lacrime e sangue.
Era il 31 ottobre 2009: per caso intravedo questi 3 scriccioli di gatti che giocano tra loro su un greppo. Quello è un classico posto di abbandoni. Mi fermo e provvedo a rifocillarli, anche se sono più selvatici di un cinghiale. Devo verificare che siano solo 3 e l'eventuale presenza di una mamma.
Sono solo loro, affamatissimi ma troppo rustici per provvedere al recupero di tutti con le prime ombre della sera.
La mattina si replica e i 3 entrano a sfamarsi nella gabbia. Li maneggio un poco per verificarne le condizioni: sono ridotti male, pulci, rachitismo, problemi respiratori e agli occhi. Le mie mani poi sono messe peggio.
Veloce ricovero alla Reggia per le prime cure che, dopo qualche giorno sortiscono effetti.
Dopo un mese di gabbia solo PANDINA si è socializzata, gli altri due sono due demoni. Ma sono guariti. Si sbarca alla Colonia Vecchia a far compagnia agli altri randagi. Arriva il freddo e tutti e 3 hanno un'altra ricaduta. PANDINA è la più grave e non supera le cure dei veterinari.
"La classica covata disgraziata" mi pronunciai, e mai presagio fu più azzeccato.
CICI e RANOCCHIETTO vennero direttamente distaccati alla Reggia dove cominciarono a fare qualche progresso, ma CICI rimase piccola, brutta e storta; il rachitismo ti segna. E l'aveva segnata così tanto che mi astenni dallo sterilizzarla alla scadenza dei 6-8 mesi di età per evitarle rischi.
Infatti la mattina del 2 maggio 2010 mi fece trovare dentro la sua cuccia due piccole e splendide sorprese: GIANO e PIASTRA, i suoi due bambini.
Mai avrei sospettato che quel piccolo sgorbio interessasse a qualche randagio intero vagante e che fosse in grado di partorire una cucciolata, anche se di minime dimensioni.
Non assunsi veci paterne in quanto i due piccoli si ritrovarono subito con due mamme: la giovane IRIDE (sterilizzata) trasferita dalla Colonia Nuova alla Reggia dopo averle salvato la vita con un ricovero per una grave infezione alle vie respiratorie, adottò i due piccoli supportando in tutto e per tutto le carenze della giovane, inesperta e provatissima CICI.
Fine prima parte...
Più che un soprannome è l'attribuzione d'ufficio del cognome, un po' come si faceva anticamente in campagna che da una particolare dote, abilità o difetto del capofamiglia nasceva nel villaggio un nuovo cognome, trasmissibile per eredità a tutti i figli maschi.
Così FAGIOLINO è diventato FAGIOLINO Rubbagalline.
Come la faina, che studia attentamente il contadino quando entra nel pollaio e alla prima distrazione ci si intrufola, uscendo con una gallina che si dimena tra le fauci, FAGIOLINO Rubbagalline è diventato espertissimo di orari, movimenti rivelatori, usi, costumi e concessioni alla Reggia, rumore di apertura di scatolette dal contenuto prelibato e bustine con tanto sughino e teneri bocconcini che puntualmente elargisco alla Tribù di quelli che sono in credito con la fortuna e alla Tribù di quelli che "forse non arrivo a domani".
FAGIOLINO Rubbagalline ausculta attentamente, anche se è all'esterno. Poi magicamente appare all'interno (forse nel pollaio c'è una falla) e si fionda tra i bisognosi intorno al piattino con la prelibatezza. Riesce ad agguatarne un pezzo, di solito il più grosso, e miracolosamente riappare all'esterno mentre lo divora (dove cazzo starà 'sta falla!?).
Considerando che i creditori della fortuna e quelli con la scadenza oramai superata sono lenti (per ovvi motivi) FAGIOLINO Rubbagalline riesce a ripetere l'impresa per almeno 3 volte.
Una strage nel pollaio...
Iniziamo subito col primo compleanno dell'anno.
2 gennaio 2017, dal sentiero sotto alla Colonia Nuova arriva una giovane e sconosciuta gatta traballante, attratta dal richiamo raduna felini dispersi nel bosco del Capo.
"Ohj!" il commento del Capo "Questa ancora deve smaltire la sbornia di Capodanno! A proposito, chi cazzo sei?"
Socievolissima, struffona, ruffiana, bella (secondo i discutibili canoni estetici felini del Capo), pulita, ma con il piccolo difetto di quell'andatura da tasso alcolico fuori livello massimo.
Leggermente neurologica al posteriore; probabile ipoplasia da parto, età stimata quasi un anno, stato attuale: abbandonata, destinazione finale: la Reggia.
Ora CICALINA si gode il suo quarto compleanno di abbandono direttamente sulle ginocchia del Capo, mentre sta cercando di scrivere questo post. Fuori fa freddo e piove; le cosce del Capo sono più calde e comode.
Buon 4° compleanno CICALINA!