martedì 5 agosto 2025

TEMPI DURI - Le "Imparate"

 Proprio qualche giorno fa stavo chiacchierando con un'amica volontaria/gattara, nel senso che con saggezza non si è mai mescolata ad Associazioni animalare della zona, come lo scrivente.

Abbiamo discusso delle solite cose calde in questo periodo, dei progetti e desideri che tanto ci piacerebbe realizzare per migliorare lo standard di vita di tutti i gatti randagi della zona.

Tutti abbiamo sogni in merito, sappiamo pure che sono di non facile realizzazione, causa costi elevati (ed abbiamo volato basso!) ma soprattutto di validi collaboratori, giovani, vitali, pieni di entusiasmo e voglia di fare e pronti a seguire nuove avventure per migliorare il nostro mondo.

L'amica mi ha detto di averci invano provato, ma le risorse economiche (quello è il tasto dolente sempre ricorrente), e la difficoltà di trovare comunità di intenti nelle giovani leve sono stati ostacoli insuperabili.

Ne è scaturita una conclusione: non tanto sulle risorse economiche che tanto sono sempre poco certe ed insufficienti, ma nel nuovo mondo del volontariato.

"La colpa è anche nostra che non siamo riusciti a creare nuove valide leve, per contro, da quando c'è Internet i volontari sono tutti nati "imparati" e non ci riesci a discutere e trasmettere anni e anni di esperienze!" ha affermato, con ragione.

Siamo stati troppo gelosi del nostro sapere acquisito con anni e anni di esperienze, la maggior parte negative, ma sono quelle che poi non ti fanno ripetere eventuali errori e ti fanno approcciare meglio il problema quando, inevitabilmente si ripresenterà. Forse incapaci di non aver saputo trasmettere il sapere, ma contro gli "imparati" spesso è tempo perso.

Colpa delle istituzioni che non hanno saputo, o voluto, creare nuove schiere di gattari e gattare lasciando nell'ignoranza assoluta tanti giovani che avrebbero potuto affacciarsi al nostro mondo portando quella freschezza e quel nuovo modo di pensare e agire necessario ad ogni evoluzione positiva.

"Siamo rimasti 4 gatti" la conclusione "Quando spariremo anche noi chi si affaccerà dovrà fare lo stesso percorso, gli stessi errori (ed ogni errore è solitamente un gatto in meno da accudire) e gli stessi rospi da ingoiare!"

Il discorso non fa una grinza.

Ora sono quasi tutti "imparati". hanno avuto un gattino a 7 anni, e neppure si sa che fine abbia fatto, e automaticamente diventano gattare.

Accumulano per poi fare adozioni che neppure un pazzo prenderebbe in considerazione, non conoscono assolutamente i gatti e le loro dinamiche, ma pretendono che i gatti conoscano le loro.

Mescolano allegramente volontariato per gatti, cani, furetti e scimpanzé: le gatto-canare sono tra i pericoli più insidiosi del nostro mondo.

Non sono, e non vogliono, essere specializzate.

Le vecchie gattare non conoscono i cani, anzi li evitano quasi accuratamente in quanto nemici naturali dei gatti (forse è un limite, ma non credo).

Gli si prospetta un problema nuovo, mai affrontato prima, e muovono il mondo per capire di più e regolarsi di conseguenza (qui Internet è di aiuto).

I nuovi volontari no!

Internet è solo uno strumento per spacciare gatti a destra e manca, senza pensare se quel gatto è il gatto giusto per quell'adottante.

E Internet, era qui che volevo arrivare oggi, è lo strumento per mostrare al mondo intero la foto del loro gatto fatto a pezzi dalla coppia di pit bull di proprietà del solito idiota. O del gatto stirato sull'asfalto dall'auto di turno di cui conoscono modello, colore, targa e proprietario. Poi quelli che muoiono per patologie letali: un vero defilè! 

Ci stanno anche le supposizioni: mi è sparito il gatto dalla Colonia 22 minuti fa e non è tornato: sicuro che il vecchio dell'orto vicino lo ha ucciso a palate!

Premesso che questi volontari non riconoscono un gatto da un camion dei pompieri, ma dico! Hai nome  e cognome di chi investe, spala o detiene cani liberi di uccidere gatti: e la fai la denuncia, poi magari posti quella su Internet, non la foto coi pezzi di gatto!

E' una questione di sensibilità, intelligenza, sensibilità ed educazione: prodotti oramai ritirati dal commercio. Bisogna fare scoop! Attirare l'attenzione e leggere i numerosi pianti di chi ti segue.

In sostanza ritengo che gran parte del volontariato attuale sia basato solo sulla ricerca di condividere il dispiacere con tutto il mondo, senza fare altre azioni utili per il movimento: una forma di espiazione egoistica, che tutti dicano "Poverina quella volontaria a cui hanno spalato il gatto!" anche se il gatto ancora non si trova e comunque se ha preso la palata io direi "Poveraccio quel gatto!"

Non ci siamo, non ci siamo proprio: colpa nostra, della visione pessimistica del mondo di questi giovani, di Internet usato non in maniera utile, dei giovani saccenti che non sanno un cazzo ma vogliono insegnare al mondo.

"Poveri gatti!" lo dico io ora.

Fate tesoro degli errori che commettete e comunque commetterete, condivideteli senza vergogna aiutando gli altri (e i gatti), volate basso ma possibile (la Sfattoria degli Ultimi ne è il più recente esempio), vivete il mondo mostrando le cose buone: alla foto del gatto tutto tritato mostrate poi la foto del gatto risanato e degno di fare una vita da gatto.

Fatevi le ossa e poi parlate!

Questo post è chiaramente di intento provocatorio: in una mesata ho avuto diverse discussioni con volontari completamente incompetenti, ma che pretendono di insegnare. Questo mondo dei randagi è duro e voi dovete diventare ancora più duri di lui e pensare solo se quello che fate va bene o può essere fatto meglio.

"Ora et labora!" direbbe San Benedetto: cominciate anche voi!

P.S. Il mio sogno nel cassetto in questo duro mondo sarebbe quello di realizzare un rifugio per gatti FeLV. Non ne ho la giusta competenza, ma sogno di realizzarlo insieme a qualcuno che conosca a fondo il problema.

I sogni, almeno quelli, sono gratis!




Classico esempio di foto di gatto estremamente sofferente
BARONE e la sua pennica

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